Archive for the ‘Virginianamente’ Category

Freddure virginiane

giugno 7, 2015

Siamo fermi al semaforo. Ci affianca un enorme Tir, così grosso che ci fa ombra. Ci voltiamo istintivamente entrambi. Lo guardiamo. Sulla fiancata ci stanno alcune scritte e poi si riconosce la nazione di provenienza.
Dico a Virginia: “Eh, sai da dove arriva quel grande camion? Arriva dall’Ungheria.”
Lei resta un poco in silenzio, con la coda dell’occhio vedo che continua a osservarlo. Scatta il verde, ripartiamo. A quel punto mi fa: “Papà! Hai proprio ragione! Proprio una lungheria quel camion!”

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Nomi d’arte

giugno 7, 2015

“Ma papà! Qual è il vero nome di Scialpi?”
“Be’ Virginia, il vero nome di Scialpi è Scialpi. Per essere precisi… Scialpi è il cognome, il nome di battesimo mi sfugge. E comunque, Scialpi si fa chiamare così da sempre… diciamo che è un po’ il suo nome d’arte.”
“Papà!”
“Cosa.”
“Ma allora se io divento famosa mi devo cambiare il cognome!”
“E perché scusa?”
“Ma come perché! Braga non è carino per niente!”

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Matematica creativa

giugno 7, 2015

Papà! Papà! Sai che oggi ho imparato la tabellina del 2?
Bene, che brava.
La vuoi sentire?
Certo che sì.
Papà!
Che cosa.
Però te la dico senza numeri! Va bene?

La voce dell’innocenza

giugno 7, 2015

Siamo in auto. Stiamo ascoltando la radio. Un giovane rapper italiano sta cantando. Ignoro chi sia. Virginia, molto più aggiornata di me sull’argomento, mi fa:

Papà! E comunque basta!
Con che cosa?
Con questi rapper che hanno tutti nomi strani! Non potrebbero avere nomi più semplici?
Ah sì? E lui, questo qui della radio chi è, tu lo sai?
Eh! Mi sembra quello che si chiama Emis Killa!
Ah.
Ma forse no! Forse è Fedez!
Mh.
E però sai un’altra cosa papà?
Che cosa, dimmi Virginia.
Non è mica facile distinguerli!
E perché?
Perché si somigliano tutti!

A proposito del Natale…

gennaio 2, 2015

Dolci cortesie interessate

Papà!
Dimmi Virginia.
Dobbiamo fare l’albero di Natale anche a casa tua!
D’accordo, certo.
E poi sotto l’albero ci dobbiamo mettere le caramelle! E il cioccolato! E anche tanti biscotti!
Ma perché tutte queste premure?
Eh! Magari Babbo Natale passa anche da casa tua e ti lascia qualche regalo!
Per me? Non credo…
Ma papà! Cosa dici! Non per te! Per me!

The last but not the least

Allora Virginia, l’hai scritta la letterina?
Sì papà! Scritta e spedita!
E cos’hai chiesto a Babbo Natale?
Ho chiesto cinque libri di Tea Stilton! Due di Geronimo! Il Diario segreto di Tea! Una Monster High! Il Lego Friends! Due dvd!
Bene, brava, quante belle cose…
Ma non ho finito papà! Poi gli ho chiesto anche un’altra cosa a Babbo Natale!
Ah sì? E sarebbe..?
Eh papà! Gli ho chiesto la Pace nel Mondo!

Consigli last minute

Papà! Mancano solo cinque giorni a Natale! Non vedo l’ora!
Eh già, ormai ci siamo quasi…
Papà! Volevo anche dirti una cosa!…
Dimmi amore
No perché se tu magari hai voglia di farmi anche tu un regalo di Natale no dico a parte
quelli che mi porterà Babbo Natale sì volevo dire eh sì eh certo che me lo puoi fare anche tu!

Papà! Hai capito?

Incontri ravvicinati di un certo tipo

Papà! Ma lo sai che ieri ho visto Babbo Natale?
E dove l’hai visto?
Alla Coop! Stava facendo la spesa!
Davvero?
Ma sì! Era lui! Era vestito come le altre persone ma era lui!
Ma Virginia, scusami… come fai a esserne così sicura?
Semplice! Stava comprando le carote!
E allora?
Ma papà! Cosa credi che mangiano le renne?

A giochi fatti

Papà! Ma lo sai che a Natale si possono fare anche regali diversi?
Ah sì? E cosa?
Per esempio degli abbracci! Oppure dei baci!
Ah, be’, sì, in effetti… quello che conta è il pensiero, il sentimento… ma a te Virginia, scusa, ti sarebbe piaciuto ricevere solo abbracci come regali?
Papà non scherzare! Lo dicevo così per dire!

Giovanili entusiasmi scolastici

maggio 1, 2014

Virginia, oggi è andata bene a scuola?
Papà! Andata bene? Oggi è stato proprio mitico!

Incontri ravvicinati

maggio 1, 2014

Stiamo giocando al solletico e, in un momento concitato, a Virginia parte un calcio.

“Papà! ti ho fatto male?”
“Be’, insomma… eh, mi hai centrato l’occhio…”
“Ah! Ti ho preso la pupilla gustativa?”

Genialità

maggio 1, 2014

Siamo impegnati in un gioco al computer. Riusciamo a superare il livello. Virginia si illumina.

Papà! Ma tu sei un genio assoluto!
Eh, grazie…
Papà!
Dimmi amore.
Escluso quando stai in cucina però!

Ecco, mi pareva a me.

Piccole cortesie filiali

maggio 1, 2014

Ho Virginia in braccio. A un certo punto le scappa una scoreggina. La guardo un po’ sorpreso. Non ho il tempo di dirle niente che lei mi fa.
“Papà! Cosa c’è! Sono stata anche gentile!”
“…?”
“Potevo fartela in faccia!”

Rivelazioni

maggio 1, 2014

Virginia mi sta fissando da qualche minuto. Silenziosa. Poi come illuminata, mi fa: Papà! Ma lo sai che mi ricordi qualcuno?

Con filosofia

maggio 1, 2014

Papà! Sai cosa mi dice tutte le mattine il mio compagno di fila a scuola?
No amore, dimmi, cosa ti dice di bello?
Mi dice che ho la faccia bianca come uno scheletro!
Ah però. E tu che gli dici?
Niente! Io mica me la prendo! Non è un’offesa! Gli scheletri vanno di moda!

idee molto chiare, anzi chiarissime

ottobre 25, 2013

Papà! Sai cosa voglio fare da grande?
No che non lo so Virginia, dimmelo…
Da grande voglio fare la cantante ostetrica single!

Al parchetto

ottobre 25, 2013
Sono seduto su una panchina e osservo Virginia arrampicarsi sulla piramide di corde. Seduta vicino a me, una madre si raccomanda col proprio figlio, di sette, otto anni: “Allora hai capito bene cosa ti ho detto? Non devi allontanarti dall’area giochi perché altrimenti ti portano via gli zingari! Mi senti? Gli zingari ho detto! Che poi se ti portano via non venire a lamentarti con me poi, eh!”
Non ho nemmeno il tempo di rielaborare l’articolato concetto materno appena esposto, che sento piangere un bambino nei pressi dello scivolo. Avrà cinque, sei anni. Il papà quasi lo strattona e gli urla a non più di dieci centimetri dal naso: “Inutile che piangi adesso! Ah, quel bambino ti ha dato una testata? E tu adesso piangi? Ma piangere non serve a niente! La prossima volta reagisci pure tu! Hai capito? Così vedrai che la testata non te la tira più!”
Proprio vero. Mestiere durissimo quello dei figli.

al telefono

ottobre 25, 2013

Ciao Virginia, come stai?
Bene! Ma oggi non ho voglia di parlare con nessuno!
Ho capito… nemmeno con me, quindi?
Papà! Neanche con me stessa!

Tutti a scuola!

settembre 12, 2013
Le mamme hanno gli occhi arrossati. I fazzolettini in mano. Le più sensibili non trattengono qualche lacrima. I papà invece non hanno tempo per questi sentimentalismi e riprendono tutto con le videocamere e con gli ipad. L’atmosfera è di festa, c’è molta parecchia eccitazione. Oggi è una giornata importante. Le maestre invitano i bambini a entrare. Da dietro, mentre salgono le scale, si vedono solo gli zaini colorati, più grandi di loro. Virginia oltrepassa il portone e sparisce nel corridoio affollato, confondendosi coi suoi nuovi compagni d’avventura. Il primo giorno di Prima Elementare. Un giorno da ricordare. Apri il quaderno, piccolina, hai tante pagine bianche da riempire. Buona fortuna a te e a tutti, davvero.

In vacanza con papà (la fame che abbiamo)

settembre 3, 2013
Siamo in spiaggia. È metà mattina.
“Papà! Papà! Ho fame!”
“Bene Virginia, mi son portato dietro un po’ di cose.”
Lei, un po’ sospettosa: “Che cosa?”
“Ecco, vediamo… ho le ciliegie.”
“Uffa, sempre le ciliegie!”
“Ma ho anche un’albicocca.”
“Uh che barba l’albicocca!”
“Ma guarda qui cosa c’è… eh, c’è anche una bella prugna.”
“Ma no! Papà! La prugna non la voglio!”
“Senti un po’ Virginia, cos’è che vorresti mangiare? Facciamo prima se me lo dici tu.”
“Facile! La pizza al bar!”

In vacanza con papà (arrivi e partenze)

settembre 3, 2013

Papà! Ma quando arriva la mamma?
La mamma arriverà tra otto giorni.
Mh. E quanti minuti sono?
Virginia, non saprei, sono tanti però. Ma perché lo vuoi sapere? Siamo appena arrivati.
Eh così li conto e il tempo passa prima!
Mah… sarà. Ma scusa, dimmi un po’, non sei contenta di stare insieme col papà?
Ma sì! Sì sì sono contenta! Però è molto meglio quando sto con la mamma!

Quando si dice parlar chiaro…

In vacanza con papà (domande e risposte)

settembre 3, 2013

Papà! Ma cosa mi farai da mangiare quando siamo al mare?
Eh, Virginia, non ci ho ancora pensato, ma vedrai che ti farò delle cose buone.
Non preoccuparti papà! Ho un’idea! Possiamo andare al ristorante!
Non ci penso proprio. Facciamo la spesa e ti cucino io…
Preferisco il ristorante!
Ma perché?
Ma papà! Non capisci? Tu non sai cucinare!

In Vacanza con papà (Chi ben incomincia)

settembre 3, 2013
Papà! Sai cosa mi ha detto la mamma prima di partire?
No che non lo so, dimmelo Virginia.
Che se mi succede qualcosa quando sono con te al mare ti ammazza!
Ah sì? Sì! Sì! Ha detto proprio davvero così!
Mezz’ora più tardi, mentre siamo al parco giochi e si sta arrampicando su un’alta costruzione fatta di tubi e reti colorati.
Papà! Papà! Anche se mi faccio un graffietto!
Che cosa, amore?
La mamma ti ammazza lo stesso!

Andarsele a cercare

luglio 18, 2013

Ma ti rendi conto Virginia?
Che cosa papà!
Che a settembre comincerai ad andare a scuola!
Sì?
E certo che sì! Pensa, imparerai a leggere, a scrivere, a…
Che bello papà! Così posso scrivere sul mio diario!
Il diario? Bellissima idea. E che cosa ci scriverai nel diario?
Ma papà! Ci scrivo quello che faccio!
Giusto… e poi, e poi? Cos’altro ci scriverai poi?
E poi ci scrivo che sei brutto!

***

Stiamo camminando per le vie di Baggio. È sera, per strada incrociamo dei mucchi di spazzatura. Virginia non ci bada troppo, fin quando da uno di questi non spunta un paralume in finto stile art-nouveau, in ferro e vetro colorato. Si ferma. Lo indica e mi fa.
Papà! Ma che bello! Ma perché lo buttano via?
Ma… non saprei, forse si erano stancati, o forse s’era… rotto…
Ma è così bello! Io lo prenderei e lo porterei a casa!
E poi?
Poi lo aggiusterei! Come fanno quelli alla tele!
Ah, un po’ come fa il papà, insomma, quando recupera le caffettiere, le lattine, gli annaffiatoi e poi ci fa i collage e…
Papà! Ma quelli della tele sono artisti!
Embè? E allora io che cosa sono scusa?
Papà!
Dimmi.
Lascia stare dai!

***

Va bè, va bè ma poi dov’è che sarebbero tutti questi artisti che vedi?
Alla tele ti ho detto!
Su Real Tv?
Papà!
Dimmi.
Veramente per essere precisi…
Che cosa?
Si chiama Real Time!

Piccole scienziate crescono

luglio 18, 2013

Papà! Papà! Voglio staccarti la testa!
Oh… e perché mai?
Perché voglio leggerti i tuoi pensieri!
E c’è proprio bisogno di staccarla..?
Sì! Certo! Te la devo staccare! Per forza!
Capisco… ma Virginia, dopo che me li hai letti, i pensieri, tu della mia testa che cosa te ne fai?
Te la riattacco!
E come faresti, scusa?
Ma è facile dai! Che cosa ci vuole! Un po’ di scotch e via!

Chi si contenta gode

luglio 18, 2013

Papà! Hai tagliato i capelli finalmente!
Eh sì, hai visto, Virginia? E dimmi dimmi… come sto, come sto?
Stai bene papà! Però…
Però?
Però a parte i capelli sei sempre bruttissimo!

Arti e Mestieri

giugno 9, 2013

“Papà! Papà! A scuola la maestra mi ha chiesto che lavoro fai!”
“Mh. E tu cosa le hai detto?”
“Che lavori in ufficio! Ho detto giusto?”
“Be’, sì, insomma, in parte è vero… ma in realtà potevi anche dirle che il tuo papà oltre all’ufficio, fa un po’ l’architetto, un po’ lo scrittore, un po’ il cantante, un po’ il pittore, un po’…”
“Papà!”
“Che cosa.”
“Meglio dire soltanto ufficio dai!”

Tecniche respiratorie

giugno 9, 2013

“Papà! A me piace trattenere il respiro! Sai perché?”
“No che non lo so, dimmelo Virginia.”
“Perché così rimango sveglia la notte!”
“Ah sì? E come fai?”
“Eh butto giù il respiro e lo trattengo! Poi di notte lo faccio uscire fuori e così mi arriva l’energia di riserva!”
“E non dormi…”
“Esatto! Il sonno mi passa e così non dormo più!”

Le parole sono importanti

giugno 9, 2013

Papà! Papà! Sai oggi cosa ho mangiato?
Dimmi amore.
Le patate! Poi il pollo! E alla fine il risotto!
Ma bene… quindi hai cominciato dal fondo, hai invertito l’ordine dei fattori…
Cosa stai dicendo papà!
Volevo dire che il risotto, che sarebbero un primo piatto, tu l’hai mangiato per ultimo…
E allora?
Be’, pensavo… visto che il risotto, che era il primo, tu l’hai mangiato per ultimo… ecco… tu come lo chiameresti?
Papà! Ma che domande! Lo chiamo risotto!

Nuove tecnologie

maggio 22, 2013

“D’accordo che te l’hanno appena regalato. Capisco benissimo che tu ci voglia giocare, eh, è una cosa nuova e con le cose nuove che piacciono, funziona sempre così. Non ci si stacca più. Lo so. Comprendo pure il fatto che tu, come tutti i bambini di oggi, sia molto più attratta da un certo tipo di giochi, rispetto a quelli a cui io…”
“Papà! Ma che cosa stai dicendo!”
“Sto dicendo che potresti lasciar stare il Nintendo per un pò e magari giocare con… con…”, ci penso su, mi guardo in giro in cerca d’ispirazione, poi, con molta enfasi: “… con la lavagnetta magnetica, col Lego, con…”.
Virginia sbuffa: “Ma papà! Ma basta! Tu sei per i giochi antichi!”
“…?”
“Papà! Tu sei vecchio!”

Talenti naturali

maggio 22, 2013

“Perché ognuno, Virginia, eccelle in qualche cosa, ha una specie di talento, magari nascosto, ma che prima o poi, nella vita, riesce a esprimere… hai capito cosa intendo dire, amore? Per esempio… la nonna Isa è bravissima a cucinare, lo zio Eraldo sa aggiustare tutto… lo zio Valerio fa dei quadri bellissimi…”
Virginia mi guarda, ci pensa sopra un po’, ma nemmeno poi tanto, e poi mi fa.
“Ma certo che ho capito! Tipo come te papà! Che non sei capace di fare niente!”

Ecco, non intendevo esattamente dir questo…

E la vita l’è beelaaa…

maggio 22, 2013

Sto dondolando Virginia sull’altalena. Lei comincia a ridere e intona una specie di cantilena.
“Ma com’è bellaaa la vitaaaa… ma come è bellissimaaa la vitaaaa… aaahhh…!”
Io continuando a spingerla, quasi sottovoce: “Eh Virginia, sì, è proprio vero… imparerai che la vita, anche se a volte ci son cose che non vengono come vorremmo, è meravigliosa e…”
Lei, come non m’avesse sentito.
“E com’è bella la vitaaa… a parte te papà!”

game over

Nuove occupazioni

maggio 22, 2013
Al telefono.

Ciao Virginia, come stai amore?
Papà! Non sono Virginia! Sono l’avvocato!
Avvocato..?
Sì! E ti licenzio!
Ah, ho capito. E perché, cos’ho fatto?
Perché tu quando lavori dai fastidio ai tuoi amici!
Mh. E adesso come faccio senza lavorare…?
Non ti preoccupare! Te ne trovo un altro!
Ah, grazie, meno male. E quale lavoro mi faresti fare?
Papà! Raccogliere la spazzatura!
Ah. Mi fai guidare i camion?
Papà! Ma cosa hai capito! Tu la spazzatura la devi raccogliere tutta con le mani!

Geni di famiglia

aprile 16, 2013

Stiamo giocando col Lego. Virginia mi chiede di aiutarla, non riesce a assemblare alcuni mattoncini. Mi ci applico con impegno e termino la costruzione.
“Papà! Ma sei un genio!”
“Eh”, le dico io, “non esagerare dai…”
Ci ripensa un po’ su, poi mi fa:
“Papà! Guarda che lo dicevo così tanto per dire eh!”

Arti e mestieri

aprile 9, 2013
“Allora da grandi bisogna lavorare!”
“Sì Virginia… l’importante però sarebbe trovare un lavoro che piace, un lavoro che non sia troppo noioso…”
“Un lavoro divertente?”
“Bè, sarebbe il massimo…”
“Ma allora è facile! L’ho trovato!”
“Ah sì? E quale?”
“Il pagliaccio!”

Silenzio, si legge!

aprile 9, 2013
Virginia prende il libro di SpongeBob e comincia a sfogliarlo. A ogni pagina esclama.
“Capitolo uno! Capitolo due! Capitolo tre!”
“Virginia, ti piace?”
Lei continua, come se non mi stesse ascoltando.
“Capitolo quattro! Capitolo cinque! Capitolo sei!”
Ci riprovo: “Bello il libro?”
Ma lei prosegue così, fino all’ultima pagina. Poi richiude il libretto, mi guarda e mi fa.
“Finito papà! Capito… niente!”

Giochi di ruolo

febbraio 12, 2013

“Papà! Papà! Giochiamo che tu fai la mamma, la nonna, lo zio, il fratello, la sorellina, il papà, il nonno e la zia?”
“Va bene. Ma poi tu cosa fai, Virginia.”
“La bambina!”

Al semaforo

febbraio 6, 2013

Abbasso il finestrino e do qualche moneta al ragazzo indiano fermo all’incrocio. Virginia resta in silenzio e osserva. Dopo che siamo ripartiti, mi domanda con fare sospettoso.
“Ma papà! Perché non gli hai dato i soldi di carta?”
“Perché avevo solo monete, Virginia.”
Ancora silenziosa, sempre più sospettosa.
“Ma papà! Le monete che gli hai dato erano buone?”
“Certo che sì… ma scusa… perché me lo chiedi?”
“Perché tu sei un po’ tirchio papà!”

Per sempre Amici (parte 2°)

febbraio 4, 2013

“E così scopriremo se Davide sarà costretto a lasciare la scuola per sempre…”
Virginia si volta allarmata e perplessa e mi fa: “Per sempre? Per tutta la vita?!”

Per sempre Amici (parte 1°)

febbraio 4, 2013

Maria De Filippi: “E ora Garrison deciderà chi, tra Leo e Pasquale, potrà proseguire e restare nella scuola.”
Zoomata sui due allievi.
Virginia: “Papà! Ma chi è Pasquale? Quello con la faccia depressa?”

sintetici pragmatismi infantili

gennaio 15, 2013

Papà! Da grande voglio fare la maestra!
Virginia, ma non volevi diventare una cantante?
È vero! Allora farò la maestra di canto!

Dolcetto o scherzetto?

ottobre 22, 2012

Al telefono.
“Virginia, oggi cos’hai mangiato?”
“Lasagne al forno! Pomodori e pollo!”
“Ah. Bene. E come dolce?”
“Papà! Il dolce non te lo voglio dire!”
“Perché?”
“Uffa! Che barba! Non te lo dico e basta!”
“Se me lo dici, poi te lo prendo anch’io e così lo mangi ancora…”
Momento di indecisione.
“Papà! Papà! Va bene dai! Per questa volta te lo dico!”

Cappuccio e brioche, grazie

ottobre 15, 2012

Virginia, amore, oggi il papà ha un sacco di roba per colazione. Abbiamo un’ampissima scelta! Puoi scegliere tra latte, latte e cacao, succo di frutta, pane e marmellata, miele, biscotti, fiocchi d’avena, fette biscottate e…
Papà!
Cosa.
Andiamo al bar?

Ingegnità!

ottobre 10, 2012

Stiamo costruendo la casa delle Barbie. O meglio. Io la sto assemblando coi mattoncini del Lego e Virginia pettina la Barbie sposa. Sul più bello, i mattoncini finiscono.
“Bisogna interrompere i lavori, amore, sono finiti i mattoni.”
Lei, continuando a spazzolare quella bellissima chioma bionda, mi guarda e con estrema naturalezza, mi fa:”Ma papà! Tu sei architetto! Dai! Inventa qualcosa! Un po’ di ingegnità!”

Il trucco c’è ma non si vede

aprile 12, 2012

Ho armeggiato con le Barbie e qualche brillantino della Barbie Sposa m’è rimasto appiccicato sulle palpebre. Virginia se ne accorge e mi fa:

Papà ma ti sei truccato!

Papà! Che poi anche truccato non è che sei un granché!

Lezione Virginiana di geofisica

aprile 12, 2012

L’acqua è fatta dal mare! Gli ingegneri prendono il sale e lo mettono nei barattoli! Poi li chiudono e arrivano i camion! Asciugano il mare e riempiono le bottigliette d’acqua!

Ah sì? E poi che succede Virginia?

Eh! Noi poi le beviamo!

Cogito ergo gioco

aprile 12, 2012

Li inventavi sempre quando ero piccola!

Cosa Virginia.

I giochi! E adesso non li inventi più!

Be’, sai, non è facile inventarne sempre di nuovi…

Ma va che l’immaginazione è bella papà!

Eh, lo so. Va bene, dai, adesso provo a pensarne qualcuno…

Papà! Però pensa presto!

Belli capelli

aprile 12, 2012

Stiamo giocando con Nina la grintosa, una nuova bambolina. Virginia si rigira per le mani la scatolina, sul retro ci sono le altre amiche di Nina. Le osserva attentamente.

Eh papà! Sono speciali!

Ah sì? E cos’hanno di diverso dalle altre?

Hanno più capelli che corpo! Sono capellose!

Le arie di Ken

aprile 11, 2012

Le Barbie sono schierate sul divano. Una accanto all’altra. Poco distante, ci sta Ken. Virginia dopo averle così sistemate, mi guarda e mi fa.

Papà! Nessuna si vuole fidanzare con Ken!

Ah. E come mai?

Lei allora si alza, si avvicina e, sottovoce, come a non volersi far sentire da nessuno, mi sussurra.

Perché è uno scoreggione!

Favoritismi generazionali

aprile 11, 2012

Stiamo preparando i bigliettini d’invito per la festa di compleanno. Insieme scriviamo i nomi dei suoi amichetti. Quando abbiam finito, le dico.

Be’, dovremmo anche invitare gli zii e i nonni, cosa dici?

Virginia mi guarda e mi fa.

Eh va bene! Invitiamoli! Però i bigliettini ai vecchi non li facciamo!

La bellezza non è tutto

gennaio 17, 2012

Le Barbie sono tutte belle! Eh ma anche Ken è bellissimo!
Ma Virginia, dimmi un po’, e il papà..?
Eh! Tu sei un pochino bello!
Mh. Vediamo. Da uno a dieci quanto?
Si mette a pensarci su. Fa degli strani conti con le manine e poi.
Uno!
Be’. Meglio che niente, dai.

Saldi per ogni stagione

gennaio 9, 2012

Stiamo giocando al negozio d’abbigliamento. Virginia è la commessa. Io sono un papà. Entro, insieme alla mia piccola figlia che ha bisogno di rifarsi il guardaroba. La commessa, molto solerte, ci viene incontro.

Cosa volete?
Vorremmo dei vestiti nuovi per la mia piccolina.
Ah sì! Ma li volete invernali o estatali?

Elasticità

dicembre 28, 2011

C’è Virginia che mi sta saltando un po’ sulla pancia, un po’ sulle gambe, un po’ sul petto. Io naturalmente son steso a terra e le faccio da materassino.

Che bello! Che bello! Ancora! Ancora!
Senti, le dico, rimbalzi bene sulla mia pancia?
Eh sì!
E come mai?
Eh perché tu sei un papàelastico!

Sempre detto che ci vuole un po’ di elasticità – e non per forza mentale – nella vita.

Concezioni non troppo immacolate

dicembre 14, 2011

Stiamo passeggiando per le vie del quartiere. Son le quattro del pomeriggio, ma è tutto chiuso.

Papà papà perché i negozi sono chiusi?

Perchè oggi è festa.

Ah! La festa di chi?

Mh. Ecco. Diciamo che oggi è la festa della Madonna.

Ci ragiona sopra un po’. Dopo qualche passo mi fa: Allora dobbiamo farle gli auguri!

E comincia a cantare: Tanti auguri a teeee! Tanti auguri a teee! Tanti auguri alla Madonnaaa! Tanti auguri alla Madonnaaa!!!

Che dire, impagabile…

Cromaticamente

dicembre 13, 2011

Papà papà! Il grigio non mi piace!

E perché?

Perché la strada è grigia! I muri sono grigi! E anche i lampioni sono grigi!

Eh sì, più o meno è vero… ma dimmi Virginia, il bianco invece ti piace?

Ma papà! Che domande mi fai! Il bianco non è un colore!

E perché scusa?

Ma perché il bianco non si vede! Come fa a essere un colore?

All’ultima moda

novembre 30, 2011

 Stiamo per uscire. Virginia indossa una giacca a vento rossa e un paio di scarponcini scamosciati. Io ho il mio solito giaccone blu e le clark. Lei prima fa una giravolta e poi mi dice.

Papà papà! Sai come sono vestita oggi?

No amore, dimmelo tu.

Sono vestita da cavallerizza!

Mi viene la curiosità e allora glielo chiedo.

E io come sono vestito?

E lei, senza pensarci neanche un attimo.

Ma papà! Tu sei vestito da papà!

C’è solo un fiore in quella stanza…

novembre 19, 2011

Virginia sta roteando in aria un bastoncino di plastica.

Papà papà! Sono diventata una fata!
Bene, quella è la tua bacchetta magica?
Sì sì! Ci posso fare le magie e trasformare le cose! Anche te se voglio!
Dai, allora trasformami in principe azzurro, se ci riesci.
No no! Papà! Ti trasformo in rospo!

Non te ne incaricare… oppure sì?

novembre 12, 2011

Virginia, lo sai che Berlusconi sta andando via?
Sì lo so è andato a casa sua!
Quasi… ma dimmi, piuttosto, ne parlano tutti, chi ci mettiamo al suo posto?
Ci mettiamo te papà!

Epperò, mica male come idea, non m’era venuto in mente, a me. Bè. Mi sa che i figli sono un po’ come gli elettori, almeno all’inizio, la fiducia te la danno sempre…

Virginia paint

novembre 2, 2011

il mondo è rosso, lo so perché, aledi sempre aledi wuè! [2011]

ieri oggi domani e…

ottobre 31, 2011

Papà papà! Io oggi voglio giocare! E anche domani! Giocare! Giocare! Giocare!
Ma certo amore.
E pure dopodomani!
Sì, va bene.
E anche e anche e anche e anche… primadomani!
Ma Virginia, scusa, primadomani che giorno è?
Ci pensa un momento e poi dice: ma primadomani è oggi! Forza papà giochiamo dai!

Nuovi giochi

ottobre 26, 2011

Papà papà!

Dimmi amore.

Ho inventato un gioco nuovo!

Davvero?

Sì sì! Si chiama Tillus!

Bene… e come si gioca?

Ma papà!

Che cosa.

Io non lo so! Io ho inventato solo il nome! Il resto devi inventarlo tu!

Prelievi

ottobre 17, 2011

Siamo al bancomat, sto prelevando. Poco distante dalla tastiera, appena sotto il ripiano, è accucciato un grosso ragno. Virginia, dal basso, lo vede subito.

Papà papà! Attento!

A che cosa?

Al ragno!

Mi abbasso, lo vedo anch’io. È davvero grosso e se ne sta lì, placido, nella sua ragnatela.

Stai attento papà!, mi ripete lei, e poi mi fa: sai perché è così cicciotto papà?

No, perché?

Perché quando sbagli i numeri lui ti mangia i soldi!