Archive for the ‘Racconti’ Category

La Parabola di Natale

dicembre 24, 2010

Mio cugino ha comprato una nuova televisione. Quarantadue pollici! Tuner Digitale Terrestre Integrato! Sistema Dolby Surround! Formato 16:9! Schermo piattissimo! Altissima risoluzione! È davvero fantastica, giuro! Ci ha speso la tredicesima sua e quella della moglie. Non gli è bastato, il resto lo paga a rate, dilazionato nei prossimi diciotto mesi, sapete, mio cugino non è che se la passa troppo benissimo, in giro ci sta la crisi, già. La tele però è bellissima.

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Lugano m’impressiona (il racconto)

giugno 30, 2010

[questo pezzo è apparso sul secondo numero di Piazza Riforma, la rivista della città di Lugano]

A Virginia adesso piace un sacco Van Gogh, giuro, non è uno scherzo. Ecco, che poi uno dice, non ci sarebbe nulla di strano – effettivamente, Van Gogh è amato da un’infinità di gente e nutre di molta parecchia indiscussa popolarità – se non fosse che Virginia non ha ancora compiuto tre anni. Il fatto è che i bambini d’oggi sono davvero precoci, accidenti, in tutto e per tutto. Ricettivi, sveglissimi, rabdomanti del particolare, come piccole spugne assorbono qualsiasi cosa tu gli proponga. Dici loro qualcosa e vogliono sapere. Quando notano un dettaglio fuori posto, esigono spiegazioni. E mica è poi così facile, riuscire a dargliele, tutte queste spiegazioni. Sono impressionanti, i bambini d’oggi, ecco, sono dei veri impressionisti.

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la cura (remix 2010)

maggio 2, 2010

In questo periodo un mio caro amico è finito all’ospedale. Per fortuna ora è in via di guarigione, ma per qualche giorno, ecco, insomma, se l’è vista un poco brutta. A me, per assonanza, è venuta in mente una vicenda che mi  accadde circa tre anni fa. A riguardo, scrissi questo pezzo.

Il primo dottore mi aveva prescritto un certo antibiotico in pastiglie, piuttosto generico, in quanto aveva riscontrato, dopo una visita piuttosto accurata della durata di circa due minuti e qualcosa, un certo arrossamento alla gola. Prenda questo due volte al dì per la gola e prenda la tachipirina per la febbre, ma solo se supera i trentotto. Aveva anche voluto quindici euro per la visita. Così c’era scritto, piuttosto esplicitamente, su un foglio appeso alla porta e così aveva preteso. I non residenti, io lo ero a tutti gli effetti, dovevano lasciare quella cifra. E va bene. Casa mia stava a seicento chilometri, il discorso non faceva una piega. La farmacia invece era di fianco allo studio del medico, quindi, attraversata la sala d’aspetto, avevo acquistato l’antibiotico e avevo cominciato la cura.

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Chi l’avrebbe detto

marzo 3, 2010

Eravamo seduti in penultima fila. A lei piaceva così, non c’era niente daffare. Valle a spiegare il godimento che si prova a stare davanti, in seconda o terza – la prima non mi è mai piaciuta, ci trovi di quei tipi delle volte, che ti raccomando -, con le immagini che ti arrivano fin dentro agli occhi e che quasi s’inghiottono le pupille. Ma lei no. Io allora cercavo di spiegarle. Le dicevo: oh bellina, ma cosa cambia tra lo star qui, a venti metri dallo schermo, e la tele a casa? Ci noleggiamo un film e vaffanculo, ce lo guardiamo in poltrona, che stiamo anche più comodi. Tanto lo vedi grande uguale. Fatto sta che al massimo mi concedeva la terzultima. Più oltre le veniva il mal di testa, diceva. Il copione non cambiava. E alla fine cedevo. C’ho il cuore tenero io, e poi con lei, figurati.

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Non è successo niente

marzo 3, 2010

Lui sporca le posate. Tutto quello che sa fare è insudiciarle, questo è un dato di fatto. Lei trascorre ore in cucina. I momenti migliori lei li passa tra i fornelli, tenendo d’occhio la tele, che resta accesa fino a sera. Lui imbratta forchette e cucchiai con gli intingoli e coi sughi che la sua donna gli cucina. Mangia come un ippopotamo senza premurarsi di sparecchiare. Ci mancherebbe, dopo pranzo si piazza davanti alla tele – l’altra, quella padronale che sta in sala – e non lo schioda nessuno da lì. La Prova del Cuoco, Forum e La Signora in Giallo. Una sbirciatina a Uomini e Donne della De Filippi e poi La Vita in Diretta di Cucuzza. Verso le cinque, cinque e mezza se ne esce e va al bar dagli amici, così almeno dice. Ma alle sette è, puntualissimo, di ritorno. C’è il Tg4 di Fede, cazzo, e quello non se lo perderebbe per nulla al mondo.

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Fenomenabili, quegli anni!

febbraio 16, 2010

Ho visto le migliori menti della mia generazione perdersi sul retro di una figurina di Boninsegna e strafarsi con Bettega e Paolo Rossi.

Ho visto Stefano Canelli arrampicarsi sulla lavagna e scrivere equazioni di quarto grado a testa in giù. E d’accordo ch’era il primo della classe, ma. Eravamo alle medie e lui s’era appena succhiato Giacinto Facchetti.

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Vinile

febbraio 16, 2010

Quel giorno ero a casa e voglio raccontarvi cosa mi accadde.

Fuori pioveva da tre settimane, ormai. Ne parlarono anche giornali e tv, all’epoca. Erano le sei del pomeriggio ed ero appena rientrato in casa. Mentre mi asciugavo la testa con una salvietta (l’avevo presa tutta, non amavo gli ombrelli), soprappensiero, estrassi un disco dallo scaffale. Era un vecchio vinile uscito quindici anni prima. Non voglio dire che disco fosse e del resto credo non interessi. Ma ecco ciò che avvenne.

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