Archive for the ‘Poeticamente’ Category

Le mie scimmie

giugno 7, 2015

Voi che siete le mie scimmie
I miei incubi sudati
Corrotte subdole anime creative
Voi che irrompete nei miei sogni
Senza nemmeno chiedere o bussare
Perché a voi piace disturbare
Vi prego anche in ginocchio
Ma non ne volete proprio sapere
Il tempo è galantuomo, mi dico
E vi ostinate a non darmi pace
Voi, le mie scimmie languide e feroci
Mi gridate addosso senza voce
E intanto affondo tra le mie radici
Sabbie mobili, ferme come inutili pensieri
Aiutatemi!, vi imploro, Help me!, vi scongiuro
Ma il mio verbo è una lingua sconosciuta
E voi che siete le mie scimmie, mi graffiate con le unghie
E m’azzannate con quei denti
Stonati ma incisivi, appuntiti come lame
Scapigliato senza meta, vi chiedo umile perdono
Ma sulle mie spalle v’aggrappate e sfrontate ridacchiate
Giovani selvatiche screanzate
Dolci virgulti sempre in fiore sul davanzale della vita
Scimmie mie pelose, tanto belle da morire
Il tempo è un assassino, e l’ho scoperto solo ora
Ma sapete che vi dico
Ovunque vi troviate
Per fortuna che ci state
A dare un senso alle mie notti
A tormentarmi estatiche e sensuali
Silenziose rarefatte voluttà
E che non vi salti in mente
Di migrare in altri sogni
Le mie spalle sono larghe
Non liberatemi dal male
Vi voglio qui con me

Nella mia Cattedrale

settembre 3, 2013
Ricominciare da capo
Non è soltanto un esercizio di stile
È la dolce fatica della creazione
È la gratitudine verso ciò che hai perduto
È la nostalgia che lascia il campo a nuovi spazi
Territori da tracciare con il gesso
Controcorrente, elettricità alterne
Generiche volontà ingegneristiche
La poesia è nascosta dentro un mattone
Polvere di calce su cui strisciare
Controluce, felicità intermittenti
Costruire parole
Senza intercessioni
Indulgenze solo tra parentesi
Vite che si avvolgono
Perni da fissare
Punti fissi da svitare
Martelli e imbragature
Impalcature e puntualizzazioni
Ma la mia cattedrale non avrà punti
Non avrà a capo
Non avrà aggettivi superflui
Non avrà abbellimenti fini a sé stessi
Le decorazioni le lascio agli altri
I miei pinnacoli saranno swing
Improvvisazioni in equilibrio tra le righe
Le mie trabeazioni, semplici e pure nudità allo specchio
Trasparenti e fluide come acqua che scorre
Palindromi bagnati
Retoriche edificatorie
Beate similitudini
Vietato l’ingresso a chi ha già scoperto il trucco
La felicità è un inganno ottico
Una scala a chiocciola senza corrimano
Un labirinto di Escher
Una balconata senza parapetto
Prova a sporgerti se hai coraggio
Ma io ho trovato la soluzione
Chiudi gli occhi e lasciati guidare, le parole per nascere non hanno bisogno della luce
La scintilla scocca nell’oscurità
La mia cattedrale sarà la cattedrale degli outsider
Dei perdenti già prima di gareggiare
Di quelli che non riescono mai ad arrivare fino in fondo
Di coloro ai quali manca sempre quel qualcosa per
Venite da me, quel centesimo ve lo darò io
Di tutti quelli che si perdono per strada
Iconoclasti e scostanti e perdigiorno di tutto il mondo, unitevi
Vi rassicuro, i congiuntivi non saranno la mia religione
Il campo di battaglia sarà a metà strada
Qui, nella terra ancora sconosciuta e sconsacrata
Tra la testa e il cuore
Tra lo stomaco e i polmoni
Immersi nella luce violacea che filtra al mattino
Nella mia cattedrale
Non avremo più paura, finalmente
Sapremo guardare in faccia il nostro destino
Respiri fragili come allitterazioni ripetute
Scioglilingua, le parole d’ordine
Ironia e leggerezza, nel mio confessionale
Sarà un lungo scorrere
Un lento inesorabile progredire
Una processione dai colori accesi, al bando le lacrime
Battute fulminanti e imprevedibili poesie
Emozioni a sangue caldo
Carezze e baci e pugni in faccia
Rialzarsi sarà l’unica regola scritta
L’unico comandamento
Farsi trovare pronti per il nuovo combattimento
Per la nuova edificazione
Di parole nuove
Forza, altri mattoni carpentiere!
[giuseppe braga, settembre 2013]

ciao pà

agosto 27, 2013

Certe giornate hanno il potere, nostro malgrado, di riportarci indietro nel tempo. Sia nel bene che nel male. E così, oggi, davvero a me sembra parecchio strano che siano già passati quattro anni. Ma questo è… ciao pà.

a piedi nudi

luglio 18, 2013
mi sono iscritto a un corso di sciabola
ma ho fatto un fioretto
niente lame, solo trame
tesserò i volti delle città e i profili delle montagne
seguirò il corso dei fiumi
provando a sognare con gli occhi socchiusi
di solito si inciampa proprio quando si guarda dove si mettono i piedi
potessimo passeggiare sopra le righe
riuscissimo a scambiarci la pelle
saremmo giovani animali piumati dall’anima ribelle
liberi e sgravati da pesi inutili
ci lasceremmo dietro un sentiero fatto di petali
rossi di quel rosso che non sbiadisce nemmeno sotto il sole
ali per nuotare e branchie per volare
il cielo capovolto si specchia nel mare
coralli amaranto e nuvole cobalto
cocktail di pigmenti e tavolozze al potere
i colori son fatti per essere mischiati tra loro
le mani per tenersi stretti
i corpi per flettersi e irrigidirsi intrecciandosi negli spasmi dell’amore
è caldo e i profumi fuggono come il tempo
rincorriamoli, inseguendoli insieme a piedi nudi
[giuseppe braga 2013]

sei tu sei

aprile 12, 2013

a Virginia.

sei come sei freschi petali di un fiore che sboccia

sei come sei alberi dal robusto tronco e dalle fronde verdissime

sei l’aurora di un giorno la cui luce non scende mai

sei come un balletto fatto a piedi scalzi sull’arcobaleno

sei come sei piccole pietre preziose baciate dal sole

sei la luna, diafana misteriosa e splendente

sei come sei guizzanti lucertoline amaranto

sei come sei finestre spalancate, aperte sulla vita

sei come sei giorni di pioggia trascorsi in attesa della schiarita

sei come sei salti e sei corse a perdifiato incontro al vento

sei come la forza che hai dentro di te

sei girotondi e sei saltimbanchi e sei capriole e sei filastrocche e sei torte con tanta panna

tu sei e i tuoi occhi blu parlano da soli

tu sei quei due miracolosi mondi luminosi

sei e lancio petali di rose sulla tua strada, in onore alla tua bellezza e fantasia

sei come quando mi vieni incontro saltellando felice

sei come sei specchi magici che riflettono le ombre e le luci della vita

sei e non aver fretta di sapere tutto

sei ma lo sai che son più belle le domande delle risposte?

sei e quel che devi sapere è che fretta non c’è

il tempo è con te

Una volta qui era tutta primavera

marzo 8, 2013

Rallenti, la salita è faticosa.

Non sei uno di quei mille che ce la faranno.

Non riesci a guardare lontano.

La tua miopia è accecante.

Sei sempre in riserva.

Le energie son volate via.

Affamato senza appetito.

Volenteroso senza alcun talento.

Ti arrampichi.

Graffi le pareti.

Urli a denti stretti.

Esce un sibilo.

Una lama di voce.

Corri intorno a un’idea così vecchia che te la sei dimenticata.

Sogni i sogni degli altri.

Ti svegli e senti il freddo che ti taglia la pelle.

Voci dalla strada.

Stonature che suonano come verdetti.

Una volta qui era tutta primavera.

mi piace, I like

dicembre 31, 2012
mi piace, I like
mi piace pensare che ci sia sempre tempo. anche quando è palesemente tardi. son fatto così. dietro un’apparente indolenza, tengo la tenacia dei muli, dei duri, dei testardi, degli innamorati.
mi piace il vento quando fa volare per aria le foglie secche. la pioggerellina che bagna il viso. le canzoni tristi quando sei allegro. Nick Cave mentre ti bevi la birra. Tom Waits dopo che l…’hai finita.
mi piacciono i personaggi di Bukowski. quelli con la bottiglia mezza vuota in mano e la patta dei pantaloni mezza aperta.
mi piace fare pulizia. ma non la faccio mai.
mi piace l’ordine. ma vivo sommerso di cose.
mi piacciono i perdenti. ma qualche volta è pure bello vincere, eccheccazzo.
mi piacciono gli scandali. ma a piccole dosi.
mi piacciono gli eccessi. idem come sopra.
mi piacciono le vite tranquille.
mi piacciono le collisioni e le contraddizioni.
mi piace quando c’è da imparare.
mi piace Arturo Bandini, quando aspetta la primavera. perché in primavera ci si innamora.
mi piacciono le ortensie e le rose. e il profumo del rosmarino e della salvia. ma pure le puzzette. soprattutto quelle di Virginia.
mi piace il sud. alla faccia dei nordisti. e della mafia, ovunque si trovi (sia il sud, che la mafia).
mi piacciono gli elenchi. pure quelli telefonici. che se la vita fosse un elenco ben fatto, basterebbe andare a cercare seguendo l’ordine alfabetico. facile vero?
mi piace andare a memoria… anche non ci riesco più da almeno trent’anni.
mi piace il passato, purché non sia quello di verdura. tutto sommato però preferisco pensare al futuro.
mi piace, I like
mi piace, buon 2013

se

dicembre 15, 2012

se riuscissi a esser me stesso

se riuscissi a non aver paura prima che giunga il buio

se riuscissi a sporcarmi le mani

con la terra con il fango con le nuvole

se comprendessi il reale profondo insindacabile significato della compassione

se non temessi il futuro

se avessi il coraggio dei pionieri

se guardando dentro gli occhi di mia figlia traessi la forza necessaria

se la necessità si trasformasse in abitudine

se la povertà fosse solo il conto in banca in rosso

se il mio animo fosse estensibile

se fossi uno scudo invincibile

se diventassi un porto in cui accogliere senza limiti

se potessi avere la grazia nel mio cuore e la leggerezza e la misericordia tra le mani

se mi fosse data l’occasione

se riuscissi a cantare senza perder mai la voce

se tutte queste cose

forse tornerei a vivere davvero

Una risata ci salverà

gennaio 19, 2010

Io rido

Tu ridi

Sdrammatizzare è sempre stato un mio vanto

Ora come non mai, dovrei giocarmela così 

E allora rido

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Lame

gennaio 13, 2010

Lame che tagliano la notte / Bruci il silenzio, parlando / Gridano, intanto, gli occhi / Sbarrati e impenetrabili / Rinchiusi in un antico sogno / Hai abbattuto muri / Inutilmente innalzati / Prevedibilmente poi, caduti / Hai smesso i panni del salvatore / Nudo, ma pieno di idee / Non vuoi essere salvato, almeno dici / Eppure hai bisogno / Di nutrire il tuo spirito / Con l’appetito di un cannibale malato / Rubi l’ispirazione al tuo miglior alleato / Proclami il tuo falso dolore / E prosegui a bruciare il silenzio

[gb, milano, 1997]

Milioni di strade

gennaio 5, 2010

Milioni di strade, neuroni in viaggio, quel giorno anch’io sarò eroe

Quella notte spaccherò il muro, frangerò le onde

Sarò appena nato sarò vecchio e solo sarò una giovane donna che aspetta

E la speranza dietro al cuore e la sofferenza appesa ai fianchi

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