Archive for the ‘Miti dei nostri tempi’ Category

scusate se insisto…

luglio 2, 2010

quest’uomo è stato il mio eroe, indubbiamente, sopra ogni altra cosa (calcisticamente parlando, s’intende). un genio del calcio come non ne fanno più. neanche cassano o balotelli.

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Tutti in piazza

marzo 10, 2010

Riepilogando. Siamo a Roma, è un sabato mattina. Un tizio è incaricato di consegnare le liste elettorali per conto del principale partito delle libertà. È l’ultimo giorno utile, manca mezz’ora alla chiusura, parrebbero non esserci problemi. Ma poi, per motivi ancora non completamente chiari (e probabilmente non confessabili), esce, si assenta per un’oretta e così, alla fine, tra una cosa (presumibilmente inconfessabile) e l’altra (un panino, forse con la mortadella, forse col crudo, non si hanno certezze), arriva in ritardo. Le porte ormai si sono chiuse, accidenti. Ma perché se n’è uscito? Forse perché aveva fame, mah, o forse perché, da ordini superiori, doveva cambiare l’ordine delle liste, chi lo sa. Fatto sta che – perlomeno fino a prova contraria – le regole son regole per tutti, diciamolo, e quindi il principale partito delle libertà, pur essendo il principale partito, resta fuori. Apriti cielo. Il principale partito delle libertà non può restar fuori da una competizione democratica, ci mancherebbe, ma che, stiamo scherzando? Bisogna trovare una soluzione. E allora, per tamponare l’inettitudine e la sprovvedutezza di una (probabilmente, di più) persona, nottetempo viene fatto un decreto legge specificamente interpretativo e molto libero, tagliato su misura per il principale partito delle libertà. Tutto a posto, si direbbe, mah, tranne le elementari leggi della democrazia, insomma, ma questo è tutto un altro discorso. E invece. Il decreto che avrebbe dovuto sanare il problema, un paio di giorni dopo viene sconfessato dal TAR. Carta straccia. E dunque punto a capo, il principale partito delle libertà resta ancora fuori. Fatti due conti quel decreto potevano anche risparmiarselo, insomma (visto che poi, in Lombardia – il decreto era stato concepito anche per il bel Formigoni – le liste erano state riammesse grazie a un normale ricorso). Ne sarebbero usciti meglio tutti quanti (anche se a loro, temo, non interessi proprio). Ma adesso che si fa? Il problema, per colpa di un barista troppo lento forse, o più verosimilmente per altre indicibili cose, è sempre lì. Semplice, allora. Ecco l’idea. Tutti in piazza! Da una parte a protestare contro il decreto e contro l’abuso di potere che, di fatto, non è servito a una mazza, ma che, in sostanza, ha ferito a morte la democrazia. Dall’altra, contro l’intollerabile sopruso violento (soprusi? Ma de che!, direbbero a Roma) messo in atto ad arte (da quei maledetti giudici comunisti!) per impedire a una larga fetta di elettori liberi, elettori precipuamente del principale partito della libertà, di esercitare il loro diritto al voto… mah. Se non fosse tutto vero, ci sarebbe da complimentarsi con lo sceneggiatore.

note sanremesi

febbraio 22, 2010

Valerio Scanu, mandiamolo al confino al lago di Bracciano o Trasimeno, lasciamo scegliere a lui. Pupo, Principe, Canonici: meritano il massimo, indiscutibilmente (d’anni di galera, però, e senza la condizionale…). Marco Mengoni, bel pezzo, anche se alla fine, più che l’ascoltavo, con tutti quei violini, e più che mi sembrava la colonna sonora di Batman Forever. Malika, che classe, signori, sofisticatamente leggera, bella tutta bella, forse tutta no, ecco, quel taglio di capelli, in effetti… Noemi, grande voce, intensa, l’avrei vista bene tra le prime tre. Morgan, ah, ma dai, non c’era? Arisa, mi sono piaciute di più le sorelle Marinetti. E quegli occhialoni tondi glieli avrei messi in quel posto. Povia, sempre più genio, al di sopra del bene e del male, ogni anno se ne inventa una nuova, chissà il prossimo, teniamoci forte. Ruggeri, i suoi occhiali scuri, invece, tirati fuori nella serata dei duetti, li custodirei in qualche museo degli anni ottanta (insieme ai sint dei Decibel, ah, che tempi…). Nino D’Angelo e Maria Nazionale, peccato che son durati così poco, e comunque, evviva l’Italia! Simone Cristicchi, a me è piaciuto, che vi devo dire, prendetela così. Fabrizio Moro, il reggae a Sanremo non ha mai tirato granché. Sonohra (dove cazzo va messa l’acca?), mi astengo, vi prego fatelo anche voi, non infierite, sonoh soloh raghazzi. Irene Fornaciari e Nomadi, non era male, ma quando la guardavo non riuscivo a non sovrapporle l’immagine di suo padre e questa cosa qui, ecco, v’assicuro, proprio bella, ecco, non lo era. Irene Grandi, bella e brava, il pezzo meritava, io quasi gliel’avrei dato a lei, il premio della critica, pensa un po’. Toto Cutugno, grandissimo quando ha duettato con Belen, facendo il piacione, come dire, qurant’anni di differenza e non sentirli, eh, quando si è artisti l’età davvero non conta…

Italia amore mio!

febbraio 21, 2010

ore mezzanotte e cinquantuno: Evviva! La Democrazia è salva! Ha vinto Scanu! Domani si va tutti al lago a festeggiareee!!!

Il paese è Reale?

febbraio 20, 2010

Porca la miseria, sono le undici e mezza di sabato venti febbraio, qui a Milano è carnevale e quindi ogni scherzo vale, ma ecco, che diamine, a Sanremo il carnevale è già passato, per la puttana, e lì, all’Ariston, hanno appena decretato i tre finalisti del Festival. Finalisti che adesso se la giocano al televoto e noi lo sappiamo, il televoto è Sovrano, come il pubblico, certo che lo è, e comunque, ecco, che diamine, tra questi tre ci sta pure l’orrido Trio dei Pupi col Principino… porca puttana miseriaccia infame, qui ci tocca votare contro la monarchia (mica per altro, quella canzone è di un’oscenità assoluta, pornografia allo stato puro!), piuttosto facciamo vincere pure lo Scanu dei luoghi e dei laghi, puttanaccia miseriaccia infamaccia, qui siamo di fronte a una scelta di campo, questo è un referendum… se vince l’orrido Trio, qua si rischia… forza, alziamo tutti la cornetta, forza strafochiamoci di sms, forza ragazzi, digitiamo giusto, qui ci sta da salvare la democrazia!

Senza parole (e pure senza musica…)

febbraio 3, 2010

«Morgan non può partecipare al Festival di Sanremo. Chiediamo inoltre che tutti i cantanti partecipanti al Festival della canzone italiana si sottopongano ad un test anti-doping. Il Festival  è ormai un’istituzione e deve rimanere un veicolo di valori sani e trasparenti; anche la canzone italiana deve essere pulita!».

Alessandra Mussolini (presidente della commissione per l’Infanzia)

[fonte: www.corriere.it]

C’è sempre chi sta peggio

gennaio 26, 2010

È di ieri la notizia che sono quattordici (14), i giorni – ininterrotti, ovviamente – nei quali il livello delle polveri sottili (lo smog, in parole povere) nell’aria milanese, è superiore, e di brutto, ai limiti consentiti. Ne parlano i tg, i giornali e il web. Un po’ tutti, anche mia madre, stamattina, al telefono. Ma la nostra sindachessa che ti inventa, sul sito ufficiale della città che guida? Prova a informare i cittadini, prova a spiegare, prova magari ad annunciare l’adozione di qualche provvedimento (l’eco pass, come s’è visto, fa ridere i polli…), prova a farsi carico del problema? Certo che no. L’unica cosa che ha fatto, riconosciamoglielo, qualcosa ha fatto, è stata inviare una bella lettera aperta al Corriere della Sera, una specie di giustificazione scritta, nella quale sostiene che non va poi così male, dai, dopotutto l’anno scorso era peggio, lo smog era più alto. Brava.

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Che si mettessero d’accordo

gennaio 18, 2010

Leggo dal Corriere della Sera: “Mehmet Alì Agca, l’uomo che attentò alla vita di Papa Giovanni Paolo II, è libero. E’ stato scarcerato lunedì mattina. E dopo tanti anni, 29, trascorsi in prigione, Agca non smentisce il proprio personaggio contraddittorio e in qualche modo misterioso. In una lettera consegnata agli avvocati e da questi diffusa ai giornalisti, si proclama «Gesù Cristo», annuncia rivelazioni sulla fine del mondo e proclama le sue verità mistiche teologiche su Dio e la Trinità […].”

Qualche tempo fa, invece, l’Ansa riportava questa, di Silvio Berlusconi (e di chi, se no, naturalmente): “Su Napoleone scherzavo: io sono il Gesù Cristo della politica, una vittima. Sopporto tutto, mi sacrifico per tutti.”

Aspettando un eventuale terzo pretendente, delle due l’una. Uno dei due è un gran cacciaballe.