Le mie scimmie

Voi che siete le mie scimmie
I miei incubi sudati
Corrotte subdole anime creative
Voi che irrompete nei miei sogni
Senza nemmeno chiedere o bussare
Perché a voi piace disturbare
Vi prego anche in ginocchio
Ma non ne volete proprio sapere
Il tempo è galantuomo, mi dico
E vi ostinate a non darmi pace
Voi, le mie scimmie languide e feroci
Mi gridate addosso senza voce
E intanto affondo tra le mie radici
Sabbie mobili, ferme come inutili pensieri
Aiutatemi!, vi imploro, Help me!, vi scongiuro
Ma il mio verbo è una lingua sconosciuta
E voi che siete le mie scimmie, mi graffiate con le unghie
E m’azzannate con quei denti
Stonati ma incisivi, appuntiti come lame
Scapigliato senza meta, vi chiedo umile perdono
Ma sulle mie spalle v’aggrappate e sfrontate ridacchiate
Giovani selvatiche screanzate
Dolci virgulti sempre in fiore sul davanzale della vita
Scimmie mie pelose, tanto belle da morire
Il tempo è un assassino, e l’ho scoperto solo ora
Ma sapete che vi dico
Ovunque vi troviate
Per fortuna che ci state
A dare un senso alle mie notti
A tormentarmi estatiche e sensuali
Silenziose rarefatte voluttà
E che non vi salti in mente
Di migrare in altri sogni
Le mie spalle sono larghe
Non liberatemi dal male
Vi voglio qui con me

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