Nella mia Cattedrale

Ricominciare da capo
Non è soltanto un esercizio di stile
È la dolce fatica della creazione
È la gratitudine verso ciò che hai perduto
È la nostalgia che lascia il campo a nuovi spazi
Territori da tracciare con il gesso
Controcorrente, elettricità alterne
Generiche volontà ingegneristiche
La poesia è nascosta dentro un mattone
Polvere di calce su cui strisciare
Controluce, felicità intermittenti
Costruire parole
Senza intercessioni
Indulgenze solo tra parentesi
Vite che si avvolgono
Perni da fissare
Punti fissi da svitare
Martelli e imbragature
Impalcature e puntualizzazioni
Ma la mia cattedrale non avrà punti
Non avrà a capo
Non avrà aggettivi superflui
Non avrà abbellimenti fini a sé stessi
Le decorazioni le lascio agli altri
I miei pinnacoli saranno swing
Improvvisazioni in equilibrio tra le righe
Le mie trabeazioni, semplici e pure nudità allo specchio
Trasparenti e fluide come acqua che scorre
Palindromi bagnati
Retoriche edificatorie
Beate similitudini
Vietato l’ingresso a chi ha già scoperto il trucco
La felicità è un inganno ottico
Una scala a chiocciola senza corrimano
Un labirinto di Escher
Una balconata senza parapetto
Prova a sporgerti se hai coraggio
Ma io ho trovato la soluzione
Chiudi gli occhi e lasciati guidare, le parole per nascere non hanno bisogno della luce
La scintilla scocca nell’oscurità
La mia cattedrale sarà la cattedrale degli outsider
Dei perdenti già prima di gareggiare
Di quelli che non riescono mai ad arrivare fino in fondo
Di coloro ai quali manca sempre quel qualcosa per
Venite da me, quel centesimo ve lo darò io
Di tutti quelli che si perdono per strada
Iconoclasti e scostanti e perdigiorno di tutto il mondo, unitevi
Vi rassicuro, i congiuntivi non saranno la mia religione
Il campo di battaglia sarà a metà strada
Qui, nella terra ancora sconosciuta e sconsacrata
Tra la testa e il cuore
Tra lo stomaco e i polmoni
Immersi nella luce violacea che filtra al mattino
Nella mia cattedrale
Non avremo più paura, finalmente
Sapremo guardare in faccia il nostro destino
Respiri fragili come allitterazioni ripetute
Scioglilingua, le parole d’ordine
Ironia e leggerezza, nel mio confessionale
Sarà un lungo scorrere
Un lento inesorabile progredire
Una processione dai colori accesi, al bando le lacrime
Battute fulminanti e imprevedibili poesie
Emozioni a sangue caldo
Carezze e baci e pugni in faccia
Rialzarsi sarà l’unica regola scritta
L’unico comandamento
Farsi trovare pronti per il nuovo combattimento
Per la nuova edificazione
Di parole nuove
Forza, altri mattoni carpentiere!
[giuseppe braga, settembre 2013]
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5 Risposte to “Nella mia Cattedrale”

  1. liv Says:

    Ciao giuse, le tue parole scorrono come l’acqua in un torrente ee è bello sentirsi cullare,

    Liv

  2. giuseppebraga Says:

    grazie Liv.

    • livreair Says:

      Ciao Giuseppe, come posso avere il tuo netbook ?
      … qua la vita bisogna proprio buttarsela addosso perchè sembra che non ne voglia proprio sapere di farsi sentire …

  3. giuseppebraga Says:

    ciao Liv! Allora ti lancio (è leggero, per fortuna ha un peso virtuale e non è un libro di carta con copertina rigida:) l’Oblò… si trova in quasi tutti gli e-book store (tipo: Amazon, Ibs, Feltrinelli, ecc.). Oppure anche qui, direttamente dal sito dell’editore:

    http://www.meligranaeditore.com/oblo_2521929.html

  4. livreair Says:

    eheheh….vedo che ci tieni proprio alla mia vita, ciao e grazie Gius, vedrò di prenderlo ! A buon vivere !

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