Archive for settembre 2013

Tutti a scuola!

settembre 12, 2013
Le mamme hanno gli occhi arrossati. I fazzolettini in mano. Le più sensibili non trattengono qualche lacrima. I papà invece non hanno tempo per questi sentimentalismi e riprendono tutto con le videocamere e con gli ipad. L’atmosfera è di festa, c’è molta parecchia eccitazione. Oggi è una giornata importante. Le maestre invitano i bambini a entrare. Da dietro, mentre salgono le scale, si vedono solo gli zaini colorati, più grandi di loro. Virginia oltrepassa il portone e sparisce nel corridoio affollato, confondendosi coi suoi nuovi compagni d’avventura. Il primo giorno di Prima Elementare. Un giorno da ricordare. Apri il quaderno, piccolina, hai tante pagine bianche da riempire. Buona fortuna a te e a tutti, davvero.
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In vacanza con papà (la fame che abbiamo)

settembre 3, 2013
Siamo in spiaggia. È metà mattina.
“Papà! Papà! Ho fame!”
“Bene Virginia, mi son portato dietro un po’ di cose.”
Lei, un po’ sospettosa: “Che cosa?”
“Ecco, vediamo… ho le ciliegie.”
“Uffa, sempre le ciliegie!”
“Ma ho anche un’albicocca.”
“Uh che barba l’albicocca!”
“Ma guarda qui cosa c’è… eh, c’è anche una bella prugna.”
“Ma no! Papà! La prugna non la voglio!”
“Senti un po’ Virginia, cos’è che vorresti mangiare? Facciamo prima se me lo dici tu.”
“Facile! La pizza al bar!”

In vacanza con papà (arrivi e partenze)

settembre 3, 2013

Papà! Ma quando arriva la mamma?
La mamma arriverà tra otto giorni.
Mh. E quanti minuti sono?
Virginia, non saprei, sono tanti però. Ma perché lo vuoi sapere? Siamo appena arrivati.
Eh così li conto e il tempo passa prima!
Mah… sarà. Ma scusa, dimmi un po’, non sei contenta di stare insieme col papà?
Ma sì! Sì sì sono contenta! Però è molto meglio quando sto con la mamma!

Quando si dice parlar chiaro…

In vacanza con papà (domande e risposte)

settembre 3, 2013

Papà! Ma cosa mi farai da mangiare quando siamo al mare?
Eh, Virginia, non ci ho ancora pensato, ma vedrai che ti farò delle cose buone.
Non preoccuparti papà! Ho un’idea! Possiamo andare al ristorante!
Non ci penso proprio. Facciamo la spesa e ti cucino io…
Preferisco il ristorante!
Ma perché?
Ma papà! Non capisci? Tu non sai cucinare!

In Vacanza con papà (Chi ben incomincia)

settembre 3, 2013
Papà! Sai cosa mi ha detto la mamma prima di partire?
No che non lo so, dimmelo Virginia.
Che se mi succede qualcosa quando sono con te al mare ti ammazza!
Ah sì? Sì! Sì! Ha detto proprio davvero così!
Mezz’ora più tardi, mentre siamo al parco giochi e si sta arrampicando su un’alta costruzione fatta di tubi e reti colorati.
Papà! Papà! Anche se mi faccio un graffietto!
Che cosa, amore?
La mamma ti ammazza lo stesso!

Nella mia Cattedrale

settembre 3, 2013
Ricominciare da capo
Non è soltanto un esercizio di stile
È la dolce fatica della creazione
È la gratitudine verso ciò che hai perduto
È la nostalgia che lascia il campo a nuovi spazi
Territori da tracciare con il gesso
Controcorrente, elettricità alterne
Generiche volontà ingegneristiche
La poesia è nascosta dentro un mattone
Polvere di calce su cui strisciare
Controluce, felicità intermittenti
Costruire parole
Senza intercessioni
Indulgenze solo tra parentesi
Vite che si avvolgono
Perni da fissare
Punti fissi da svitare
Martelli e imbragature
Impalcature e puntualizzazioni
Ma la mia cattedrale non avrà punti
Non avrà a capo
Non avrà aggettivi superflui
Non avrà abbellimenti fini a sé stessi
Le decorazioni le lascio agli altri
I miei pinnacoli saranno swing
Improvvisazioni in equilibrio tra le righe
Le mie trabeazioni, semplici e pure nudità allo specchio
Trasparenti e fluide come acqua che scorre
Palindromi bagnati
Retoriche edificatorie
Beate similitudini
Vietato l’ingresso a chi ha già scoperto il trucco
La felicità è un inganno ottico
Una scala a chiocciola senza corrimano
Un labirinto di Escher
Una balconata senza parapetto
Prova a sporgerti se hai coraggio
Ma io ho trovato la soluzione
Chiudi gli occhi e lasciati guidare, le parole per nascere non hanno bisogno della luce
La scintilla scocca nell’oscurità
La mia cattedrale sarà la cattedrale degli outsider
Dei perdenti già prima di gareggiare
Di quelli che non riescono mai ad arrivare fino in fondo
Di coloro ai quali manca sempre quel qualcosa per
Venite da me, quel centesimo ve lo darò io
Di tutti quelli che si perdono per strada
Iconoclasti e scostanti e perdigiorno di tutto il mondo, unitevi
Vi rassicuro, i congiuntivi non saranno la mia religione
Il campo di battaglia sarà a metà strada
Qui, nella terra ancora sconosciuta e sconsacrata
Tra la testa e il cuore
Tra lo stomaco e i polmoni
Immersi nella luce violacea che filtra al mattino
Nella mia cattedrale
Non avremo più paura, finalmente
Sapremo guardare in faccia il nostro destino
Respiri fragili come allitterazioni ripetute
Scioglilingua, le parole d’ordine
Ironia e leggerezza, nel mio confessionale
Sarà un lungo scorrere
Un lento inesorabile progredire
Una processione dai colori accesi, al bando le lacrime
Battute fulminanti e imprevedibili poesie
Emozioni a sangue caldo
Carezze e baci e pugni in faccia
Rialzarsi sarà l’unica regola scritta
L’unico comandamento
Farsi trovare pronti per il nuovo combattimento
Per la nuova edificazione
Di parole nuove
Forza, altri mattoni carpentiere!
[giuseppe braga, settembre 2013]