Archive for aprile 2013

Geni di famiglia

aprile 16, 2013

Stiamo giocando col Lego. Virginia mi chiede di aiutarla, non riesce a assemblare alcuni mattoncini. Mi ci applico con impegno e termino la costruzione.
“Papà! Ma sei un genio!”
“Eh”, le dico io, “non esagerare dai…”
Ci ripensa un po’ su, poi mi fa:
“Papà! Guarda che lo dicevo così tanto per dire eh!”

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sei tu sei

aprile 12, 2013

a Virginia.

sei come sei freschi petali di un fiore che sboccia

sei come sei alberi dal robusto tronco e dalle fronde verdissime

sei l’aurora di un giorno la cui luce non scende mai

sei come un balletto fatto a piedi scalzi sull’arcobaleno

sei come sei piccole pietre preziose baciate dal sole

sei la luna, diafana misteriosa e splendente

sei come sei guizzanti lucertoline amaranto

sei come sei finestre spalancate, aperte sulla vita

sei come sei giorni di pioggia trascorsi in attesa della schiarita

sei come sei salti e sei corse a perdifiato incontro al vento

sei come la forza che hai dentro di te

sei girotondi e sei saltimbanchi e sei capriole e sei filastrocche e sei torte con tanta panna

tu sei e i tuoi occhi blu parlano da soli

tu sei quei due miracolosi mondi luminosi

sei e lancio petali di rose sulla tua strada, in onore alla tua bellezza e fantasia

sei come quando mi vieni incontro saltellando felice

sei come sei specchi magici che riflettono le ombre e le luci della vita

sei e non aver fretta di sapere tutto

sei ma lo sai che son più belle le domande delle risposte?

sei e quel che devi sapere è che fretta non c’è

il tempo è con te

Arti e mestieri

aprile 9, 2013
“Allora da grandi bisogna lavorare!”
“Sì Virginia… l’importante però sarebbe trovare un lavoro che piace, un lavoro che non sia troppo noioso…”
“Un lavoro divertente?”
“Bè, sarebbe il massimo…”
“Ma allora è facile! L’ho trovato!”
“Ah sì? E quale?”
“Il pagliaccio!”

Silenzio, si legge!

aprile 9, 2013
Virginia prende il libro di SpongeBob e comincia a sfogliarlo. A ogni pagina esclama.
“Capitolo uno! Capitolo due! Capitolo tre!”
“Virginia, ti piace?”
Lei continua, come se non mi stesse ascoltando.
“Capitolo quattro! Capitolo cinque! Capitolo sei!”
Ci riprovo: “Bello il libro?”
Ma lei prosegue così, fino all’ultima pagina. Poi richiude il libretto, mi guarda e mi fa.
“Finito papà! Capito… niente!”