Archive for aprile 2010

1.1 L’arte del riciclo

aprile 29, 2010

Sembrerà assurdo, di cattivo gusto o ridicolo, ma è davvero così. Ci sta un recinto, nel mezzo del cimitero, a fianco di un viale piuttosto trafficato, che ne è pieno. Varie tipologie e generi. Tombe, già. Variegate lapidi in marmo, variegati colori, variegate forme. Per tutti i gusti, si potrebbe dire. Una volta disseppelliti i poveri defunti, trascorsi i canonici dieci o quindici anni, dipende dalla velocità della loro decomposizione, perdonate la crudezza ma è così, pace all’anima loro, le lapidi, come dicevo, vengono messe da parte e riciclate. Nel senso che, chi lo desidera, può acquistarsela e tenersela da parte, pronta all’occorrenza. Senza bisogno di farsela fare nuova. Senza necessità del trasporto, è già lì. Un guadagno netto, obiettivamente, ci sta. Sia considerando il fattore tempo che, soprattutto, considerando il lato economico. Eh sì, perché bisogna pur dire che quelle lapidi vengono date via con un considerevole sconto.

1.0 La foto

aprile 27, 2010

La foto è leggermente fuori fuoco, l’immagine un po’ sgranata, quelli delle pompe funebri volevano ritoccarla con Photoshop, gli abbiamo detto che andava benissimo così. Anche lo spicchio di sdraio blu che gli sta dietro le spalle, anche il pezzetto di ringhiera del balcone, anche le fronde della chioma di quello che sembra un faggio. Coi capelli più bianchi della camicia bianca che indossava quel giorno. Soprattutto con quel suo sorriso sincero, felice, soddisfatto, spensierato, rilassato, anche un pochino orgoglioso, già, un sorriso che sottintende quell’abbraccio che sta nella parte di foto tagliata e che solo noi sappiamo.

Ma che idea, ritoccare la foto, su. La foto è bellissima così. Con lui ancorato saldamente alla terra, e non con uno sfondo sfumato, azzurrino o latteo, di sicuro irreale, dai.

0.9 Col sole in fronte

aprile 27, 2010

Che poi mio padre, bisogna riconoscerlo, alloggia in una buona posizione, col sole in fronte, sì, una parete interamente baciata, va pur detto quando c’è, e Milano non è che sia famosa per le giornate di sole, ecco, baciata dal sole. Lui sorride, come dicevo prima, seduto su una sdraio, sul balcone della casa al lago. La foto è di un paio d’anni fa. Nello scatto originale ci stava anche Virginia, la teneva in braccio, era un frugoletto di pochi mesi. Mio padre nutriva una sorta di venerazione per mia figlia. Magari, sapesse, che l’ho dovuta tagliar via, mia figlia, per metterci solo lui, magari non l’avrebbe gradita troppo, ‘sta cosa qui, non so. Spero non si sia arrabbiato, ecco. L’ho fatto solo perché era necessario.

0.8 Frequentazioni

aprile 27, 2010

Io, prima che morisse mio padre, al cimitero non ci andavo quasi mai. Ho ancora ben chiaro il ricordo di mia madre che insisteva nel volermi portare, a forza, a trovare il nonno, quand’ero, prima bambino e poi, gli altri parenti, perlopiù zii che venivano di volta in volta a mancare, quand’ero ragazzino.

Io invece, adesso che mio padre è morto da quattro mesi, io adesso invece, posso considerarmi un frequentatore piuttosto assiduo.

Non so esattamente a cosa serva andarci, io mio padre lo tengo sempre con me, indipendentemente dal luogo che frequento, mi par chiaro, ecco, diciamo che ancora mi sfugge il senso generale della cosa, e però, sì, il solo fatto di andare a trovarlo lì, ecco, mi infonde un senso di sollievo, andarci, vedere quel suo sguardo sorridente, ascoltare la calma la pace la tranquillità che ci sta tutt’intorno, già, quello sì, mi dà parecchio molto sollievo.

prima comunione (a colori)

aprile 26, 2010

Nel cortile di casa, con mio fratello (molto casual, beato lui che non c’aveva la menata della comunione) e mio padre. Vestito così, ingessato, fuori contesto, stono davvero molto parecchio…

prima comunione (in bianco e nero)

aprile 26, 2010

io e mio cugino, il giorno della prima comunione, immortalati in uno scatto d’epoca. L’orologio, in bell’evidenza, era evidentemente il regalo ricevuto per il bellissimo evento (mai più messo un orologio in vita mia, poi, e non so se sia da collegarsi alla comunione, ecco). Taglio di capelli quasi identico, il mio più scodellato. Piccole differenze nell’abbigliamento, seppur molto consono per entrambi. Dolce vita io, camicia e farfallino country, mio cugino Mik. Era il settantasei. C’avevamo, tutta o quasi, la vita davanti. A vederci oggi, invece, ah… meglio lasciar stare!

0.7 Informazioni

aprile 21, 2010

È una novità. L’hanno istallata qualche anno addietro, due o tre, non di più. Ricordo che, quando l’introdussero, fu proprio mio padre a parlarmene.

“Sai, all’ingresso del cimitero, sulla sinistra, di fianco alla guardiola del custode, hanno messo un piccolo terminale nel quale puoi cercare i defunti dei cimiteri di Milano.”

Una volta, per sfizio, giusto per vedere se funzionava davvero, ci ho digitato Manzoni Alessandro e in effetti è uscito proprio lui, o meglio, è uscito il luogo preciso – il Famedio del Cimitero Monumentale – nel quale si trovava. Poi al terminale ci hanno attaccato un foglio con sopra scritto: guasto. Così da parecchi mesi ormai. Le solite cose all’italiana, insomma. Fine delle ricerche. Che ne avrei avute, da fare, eccome.  Peccato.

0.6 Fluorescenze

aprile 20, 2010

No, perché, ecco, stavo ancora ripensando all’insistenza della vedova e al suo occhio eternamente fluorescente, ecco. Nei momenti di disperazione si può trovare conforto anche nelle cose apparentemente più astruse e assurde di questo (e di chissà quali altri) mondo.

0.5 Così vicini, così lontani

aprile 20, 2010

Perché al cimitero, appena dentro o appena fuori, poco cambia, mica puoi essere troppo sgarbato, ognuno ha i propri dolori, i propri drammi, le proprie cupe sofferenze, distacchi e mancanze, con cui fare i conti. In ogni momento. Che sia accaduto il giorno prima o trenta anni fa. La morte ci rende identici, ci appiattisce alla stessa maniera, eppure il dolore ha una propria dimensione molto parecchio intima e personale, direi inviolabilmente sacra. Inviolabile e invalicabile. Non c’è posto migliore di un cimitero, nel quale poter toccare con mano questa piccola semplice verità. Noi, poveri umani, siamo tutti così vicini e, al tempo stesso, così lontani. Siamo esseri appartenenti alla stessa specie ma con un mondo interiore estremamente infinitamente unicamente personale.

0.4 Bancarelle

aprile 20, 2010

Che di bancarelle floreali, appena fuori dall’ingresso, ce ne sono ben due. Una attaccata all’altra. Concorrenza ferrea, e magari sleale, verrebbe da pensare. E invece, per quel poco che ho potuto constatare, i due rivenditori vanno d’amore e d’accordo, senza rubarsi i clienti. Che secondo me non litigano giusto perché stanno proprio davanti al cimitero e non sarebbe proprio la miglior cosa, farsi i dispetti all’ingresso di un camposanto. Irrispettoso, irriguardoso, di pessimo gusto, nel migliore dei casi. E poi, considerata l’età media della popolazione, il mercato, dopotutto è, restando in tema, piuttosto fiorente e non credo ci sia bisogno di farsi la guerra per qualche crisantemo in più. E però, secondo me, qualche volta, già, qualche pensierino stonato, ecco magari quello

0.3 Fiori

aprile 20, 2010

Ci sono tombe senza fiori. Altre che ne hanno di così appassiti, oppure finti, da far rivoltare i loro cari estinti. E poi ce ne sono altre che ne hanno troppi. Sempre freschi, rigogliosi, in ogni stagione. Anche da morti non siamo mai tutti uguali, già.

0.2 Rosso ipnotico

aprile 19, 2010

Siamo nel reparto dei colombari, al primo piano, lì ci stanno un discreto numero di nostri parenti. Quando facciamo il giro lungo, io e mia madre, ce lo passiamo in rassegna, dedicando a ciascuno, il nostro piccolo pensiero.

Mentre stiamo per ridiscendere le scale, una signora, mio padre se n’è andato da poco, prende da parte mia madre e, piuttosto orgogliosamente, le fa.

“Venga, venga a vedere.”

(more…)

0.1 Clima

aprile 19, 2010

In inverno fa sempre più freddo, lì dentro, rispetto all’esterno. Anche nelle parti battute dal sole, lì dentro, si gela. E non è solo un modo di dire. Lì dentro ci sta un freddo da morire. Anzi, da morti.

0.0 Punti di vista

aprile 19, 2010

Visto da sopra, somiglia a un grosso rettangolo. Mai contati, ma parecchi ettari. In continua espansione. Dopotutto, escluso il mattone, l’industria più florida, credo sia proprio questa. Lo spazio non è mai abbastanza.

Da terra, mercato immobiliare a parte, ogni lato ha un muro di cemento alto circa tre metri, piuttosto scrostato, qui e là si intravedono i ferri dell’armatura.

E visto dal basso non so. Ci aspetto anch’io di andarci per capire com’è.

Senza fretta, ovviamente.

il mio sessantotto

aprile 19, 2010

io, elegantissimo e sorridentissimo, con berrettino e giacchettina di un certo pregio (notare i bottoni dorati), in braccio a mia madre, poco meno sorridente, già, e però con un taglio di capelli notevolmente ondeggiante.

Evocativamente bellissima…

aprile 12, 2010

Come hai detto che si chiama?

Virginia.

Però.

Però cosa.

Un bel nome importante.

(more…)

Coincidenze astrologiche

aprile 12, 2010

Virginia è nata sotto il segno dell’Ariete con ascendente Bilancia. Il suo quadro astrale non è niente male e promette bene. O scienziata o artista, male che vada veterinaria. Lo dicono le stelle, mica io. Molto sensibile all’arte alla natura e agli animali. Predisposta ai rapporti umani, al dialogo tra i suoi simili e non. Stabilito verificato ciò, pochi giorni dopo ch’era venuta al mondo, ho subito guardato su wikipedia per controllare il controllabile, curiosità, spigolature, nomi eccellenti, eventi memorabili, nati, morti del giorno, ecc. Ma forse era meglio che non controllassi.

(more…)

Lugano m’impressiona

aprile 9, 2010

E’ il titolo di un mio racconto pubblicato sul secondo numero di Piazza Riforma, il nuovo giornale della Città di Lugano.  La rivista (e ovviamente il racconto) la trovate, in versione pdf, qui.