Archive for marzo 2010

Tutti in piazza

marzo 10, 2010

Riepilogando. Siamo a Roma, è un sabato mattina. Un tizio è incaricato di consegnare le liste elettorali per conto del principale partito delle libertà. È l’ultimo giorno utile, manca mezz’ora alla chiusura, parrebbero non esserci problemi. Ma poi, per motivi ancora non completamente chiari (e probabilmente non confessabili), esce, si assenta per un’oretta e così, alla fine, tra una cosa (presumibilmente inconfessabile) e l’altra (un panino, forse con la mortadella, forse col crudo, non si hanno certezze), arriva in ritardo. Le porte ormai si sono chiuse, accidenti. Ma perché se n’è uscito? Forse perché aveva fame, mah, o forse perché, da ordini superiori, doveva cambiare l’ordine delle liste, chi lo sa. Fatto sta che – perlomeno fino a prova contraria – le regole son regole per tutti, diciamolo, e quindi il principale partito delle libertà, pur essendo il principale partito, resta fuori. Apriti cielo. Il principale partito delle libertà non può restar fuori da una competizione democratica, ci mancherebbe, ma che, stiamo scherzando? Bisogna trovare una soluzione. E allora, per tamponare l’inettitudine e la sprovvedutezza di una (probabilmente, di più) persona, nottetempo viene fatto un decreto legge specificamente interpretativo e molto libero, tagliato su misura per il principale partito delle libertà. Tutto a posto, si direbbe, mah, tranne le elementari leggi della democrazia, insomma, ma questo è tutto un altro discorso. E invece. Il decreto che avrebbe dovuto sanare il problema, un paio di giorni dopo viene sconfessato dal TAR. Carta straccia. E dunque punto a capo, il principale partito delle libertà resta ancora fuori. Fatti due conti quel decreto potevano anche risparmiarselo, insomma (visto che poi, in Lombardia – il decreto era stato concepito anche per il bel Formigoni – le liste erano state riammesse grazie a un normale ricorso). Ne sarebbero usciti meglio tutti quanti (anche se a loro, temo, non interessi proprio). Ma adesso che si fa? Il problema, per colpa di un barista troppo lento forse, o più verosimilmente per altre indicibili cose, è sempre lì. Semplice, allora. Ecco l’idea. Tutti in piazza! Da una parte a protestare contro il decreto e contro l’abuso di potere che, di fatto, non è servito a una mazza, ma che, in sostanza, ha ferito a morte la democrazia. Dall’altra, contro l’intollerabile sopruso violento (soprusi? Ma de che!, direbbero a Roma) messo in atto ad arte (da quei maledetti giudici comunisti!) per impedire a una larga fetta di elettori liberi, elettori precipuamente del principale partito della libertà, di esercitare il loro diritto al voto… mah. Se non fosse tutto vero, ci sarebbe da complimentarsi con lo sceneggiatore.

Questioni di cibo, talenti (o vizi?) ereditari

marzo 10, 2010

Virginia mangia poco, sono quasi tutti preoccupati per questa sua inappetenza cronica. Tutti tranne lei. Magrolina è magrolina, non dico mica il contrario io, e però è una bella trottolina instancabile,  sempre in movimento, carica di energia vitale, e quindi perciò insomma ecco, dico io, forse alla fine, ammettiamolo, poi in effetti è quella lì, la cosa più importante, dico giusto?

Virginia mangia poco, è vero, è leggermente (eufemismo per non allarmare gli allarmisti) al di sotto delle tabelle e dei percentili (‘fanculo ai percentili, dico io, ma che rimanga tra noi), ma mica è vera in toto ‘sta roba qui. Perché se la vedeste addentarsi e spazzolar via qualsiasi tipo di dolciume che le capiti a tiro, ecco, non lo direste affatto mica. Che poi io, appunto, quando la vedo divorarsi i dolci così come la vedo fare, io non mi sorprendo mica, io. Vedeste gli zuccheri che mi faccio fuori io in una giornata, ecco, capireste immediatamente da chi cavolo ha preso…

Piccola trilogia virginiana

marzo 9, 2010

Favolose stupefacenti prodigiose scoperte infantili

Io e la Virginia siamo sul divano, le ho appena tolte le calzette, è sera, è quasi ora che si addormenti.

Lei prima fa uno sbadiglio, poi allunga lo sguardo verso le due estremità, sgrana gli occhietti e con un tono a metà tra la meraviglia e lo stupore, si mette a strillare con la sua vocina da uccellino.

Papà papà papààà…!!!

Dimmi Virginia, le faccio io, pronto a farmi stupire.

I miei piedi!!!

Li guardo, mi sembrano a posto. Le dita ci sono tutte.

Cos’hanno i tuoi piedi?

Le unghiee!!!

Come dici?

Le unghie, i miei piedi hanno le unghieee!!!

Beata gioventù. Ogni giorno una nuova scoperta, e senza nemmeno usare internet, poi!

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Chi l’avrebbe detto

marzo 3, 2010

Eravamo seduti in penultima fila. A lei piaceva così, non c’era niente daffare. Valle a spiegare il godimento che si prova a stare davanti, in seconda o terza – la prima non mi è mai piaciuta, ci trovi di quei tipi delle volte, che ti raccomando -, con le immagini che ti arrivano fin dentro agli occhi e che quasi s’inghiottono le pupille. Ma lei no. Io allora cercavo di spiegarle. Le dicevo: oh bellina, ma cosa cambia tra lo star qui, a venti metri dallo schermo, e la tele a casa? Ci noleggiamo un film e vaffanculo, ce lo guardiamo in poltrona, che stiamo anche più comodi. Tanto lo vedi grande uguale. Fatto sta che al massimo mi concedeva la terzultima. Più oltre le veniva il mal di testa, diceva. Il copione non cambiava. E alla fine cedevo. C’ho il cuore tenero io, e poi con lei, figurati.

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Non è successo niente

marzo 3, 2010

Lui sporca le posate. Tutto quello che sa fare è insudiciarle, questo è un dato di fatto. Lei trascorre ore in cucina. I momenti migliori lei li passa tra i fornelli, tenendo d’occhio la tele, che resta accesa fino a sera. Lui imbratta forchette e cucchiai con gli intingoli e coi sughi che la sua donna gli cucina. Mangia come un ippopotamo senza premurarsi di sparecchiare. Ci mancherebbe, dopo pranzo si piazza davanti alla tele – l’altra, quella padronale che sta in sala – e non lo schioda nessuno da lì. La Prova del Cuoco, Forum e La Signora in Giallo. Una sbirciatina a Uomini e Donne della De Filippi e poi La Vita in Diretta di Cucuzza. Verso le cinque, cinque e mezza se ne esce e va al bar dagli amici, così almeno dice. Ma alle sette è, puntualissimo, di ritorno. C’è il Tg4 di Fede, cazzo, e quello non se lo perderebbe per nulla al mondo.

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