è stato

È stato quel che è stato e quel che è stato ormai è passato

È stato un anno bellissimo, fin troppo tremendo a dire il vero

È stato un anno di statistiche

È stato che a un certo punto lo stato non si vedeva più e non è stata una novità

È stato che la politica è sempre più affare di pochi buttato in pasto a molti

È stato molta cassa integrazione

È stato licenziamenti

È stato proteste sui tetti

Anche sottozero

È stato comico

Se fosse stato una commedia cinematografica o una fiction televisiva

Invece era, anzi è, tutto reale

È stato doloroso, politica a parte

È stato un anno di dottori e francamente adesso ne farei a meno per un bel po’

È stato un anno finito senza padri

È stato un anno cominciato con la neve e terminato uguale, col gelo nelle vene

È stato quel che è stato, scurdammoce o’ passato

Ma il passato non si può scordare a comando, neanche col telecomando

Nemmeno col digitale terrestre, va

È stato tutto un precipizio, tutto un inutile rincorrere

È stato anche una bambina che ha cominciato a parlare

È stato fare i conti con la malattia e con la morte

È stato l’altra faccia della stessa medaglia

È stato facile a dirsi, molto meno a farsi

È stato un bel funerale, almeno quello, già

È stato che l’ironia s’è presa un lungo periodo di vacanza

È stato una valle di lacrime, proprio come direbbe Walter Sobchack, l’amico del drugo

È stato un lavoro sempre meno appagante

Ma dico, e quando lo è stato mai?

È stato prendere coscienza di una serie di piccoli errori che sommati diventano una valanga

È stato salutare

È stato arrivederci

È stato un lungo addio

È stato come impiantarsi nel fango, con le ruote che girano senza far presa

È stato un buon numero di desideri inconfessabili

È stato volersi prendere troppo sul serio

È stato voler essere troppo seri

È stato un anno senza libri

È stato anche appendere la penna al chiodo

È stato un sollievo per molti

Io per primo

È stato un anno di incoerenze e di insulti, il più delle volte non essenziali

È stato ripensamenti

È stato cambi di direzione

È stato scialuppe in mezzo al mare

È stato senza vacanze

E non è stato una sorpresa

È stato un’allucinazione senza acidi o pasticche o polverine magiche

È stato senza vomito, ma con molta nausea

È stato con parecchia birra

È stato un anno di forzosi silenzi

È stato un anno di sguardi

Un anno di baci

È stato un anno di salti e di solletico

È stato la bella tartaruga, i due coccodrilli e il leone che s’è addormentato

È stato apprendimento e crescita e deperimento e dimenticanze

È stato bianco e nero, giorno e notte, caldo e freddo

La comunanza degli opposti

È stato un anno di bugie

Sempre meno di chi so io, comunque

È stato un anno di medicinali, in ogni loro forma

Nauseabondo, come dicevo

È stato tanta televisione a basso volume

È stato prima perderli e poi metter su qualche chilo

È stato barba sfatta e capelli sporchi

È stato lavare i denti

È stato sollevare quel corpo che una volta ti sollevava

È stato una primavera fredda

È stato un compleanno senza gioia

È stato tante speranze che naufragano miseramente di fronte a freddi referti

È stato che ci sono stato, che mi ci sono trovato dentro, in mezzo, io mica l’avevo chiesto

È stato come sulle montagne russe, senza biglietto

È stato senza zucchero filato

È stato che quest’estate è stata torrida e noi siamo stati quasi tutta l’estate senza condizionatore

È stato che non c’avevo neppure le scarpe adatte, le All Stars cacciano troppo caldo

È stato uno status proprio del cazzo, qui quo qua, potremmo dire, grottesco e tragico

È stato molte domande, anche scritte

È stato risposte vaghe, perlopiù a voce

È stato frustrante, non c’è alcun dubbio

È stato anche una bambina che però, ti illumina coi suoi occhi

È stata senz’altro una fortuna

È stato ripetitivo, ma il metodo e la disciplina non sempre pagano

È stata una lezione di vita

È stato messaggi e telefonate nel cuore della notte

È stato il sonno della ragione

È stato che davanti a certe situazioni non ci sono ragioni che tengano

È stato che ci si deve piegare all’irrazionale

È stato tante preghiere, per chi ci ha creduto

È stato qualche bestemmia, per tutti gli altri

È stato che non sono servite, né l’une, né l’altre

È stato anche escort, statuette, processi, trans, polemiche parlamentari, chiacchiere e tanti, tanti lodi

È stato un anno di vittorie, io son stato dall’altra parte, però

È stato un anno di scoperte (non solo le escort, intendo)

Per esempio, quarant’anni fa la bufala dello sbarco sulla luna, per esempio

Per esempio, qualche giorno fa, la scoperta di due geni

Per esempio, leggerlo stamattina, rendendosi conto che le beffe esistono per davvero

È stato un anno di piscina, non solo mondiale

È stato che ho perso, ancora, chissà dove, come e quando, il berretto di lana verde

È stato che il verde mi fa venire in mente una serie di personaggi deleteri, forse pericolosi, senz’altro ridicoli

Allora è stato un bene perdere un capo d’abbigliamento anche solo vagamente riconducibile a quegli esseri abbietti e ributtanti e

È stato leggi e proposte di leggi piuttosto vergognose, se permettete

È stato che non c’è più religione, come dicono alcuni

È stato che secondo me, invece, di religioni ce ne sono in abbondanza, fin troppe

È stato che a Torre di Guardia io preferisco di gran lunga Guardiola, anche si ci ha surclassati in Champions

È stato cagarsi addosso, nel vero senso della parola

È stato venirsi in mano, idem come sopra

È stato tante pizze margherite con l’aggiunta di peperoncino, non è ortodosso, ma a me mi piace

È stato sentirsi soli anche quando non lo si è stati

È stato, anzi è, il dovere di scrivere un libro

È stato favorire un incontro

È stato che, almeno, qualche cosa buona l’hai fatta

È stato un capogiro, una vertigine, un senso di assolutezza mancante che

È stato che a volte diciamo cose senza senso, giusto per riempirci la bocca, dico bene?

È stato che la lingua e le parole, in bocche sbagliate, possono trasformarsi in un’arma pericolosa

Al contrario, in mani virtuose, diventano dolci come miele, efficaci come manager di lungo corso

È stato verticalizzare in contropiede convergere al centro e uccellare il portiere

È stato che mi sarebbe tanto piaciuto poter incontrare Gianni Brera, ma sarebbe ugualmente un gran lusso conoscere Gianni Mura

È stato che a me piacciono molto (parecchio di più del calcio) il rugby e il tennis, ma ormai li vedi solo col decoder e ti devi accontentare di novantesimo minuto alla domenica

È stato che, sia come sia, Balotelli è un fenomeno, soprattutto quando parla in bresciano stretto

È stato volersi bene, provare ad amare per davvero

È stato sentirsi troppo spesso fuori luogo, a disagio

È stato rimettersi a dipingere

È stato che a voler fare troppe cose si rischia di non combinar niente

È stato che perlomeno non ho ricominciato a cantare, ecco almeno quello

È stato un anno di ridimensionamenti

Per fortuna quella roba lì non s’è ristretta

È stato che ho perso delle persone che conoscevo e a cui volevo bene

È stato che altre ne sono arrivate

È stato che così è la vita, prendere o lasciare

È stato come vedersi sempre ininterrottamente allo specchio di profilo, un’angoscia pura

È stato che, mi dicono, mi sta scomparendo il mento

In compenso, questo lo vedo pure da me, mi cresce la pancia

È stato che una volta ero proprio un bel ragazzo di belle speranze

È stato che forse noi ci nutriamo troppo, e malamente, di speranze

È stato che talvolta mi faccio prendere e sopraffare dal mio lato fottutamente oscuro e nichilista

È stato che nel dubbio resto sempre al fianco del drugo, in arte Lebowski, fanculo i nichilisti

È stato che al cinema credo di non esserci mai andato quest’anno, succede

È stato che nemmeno a un concerto, però

È stato che è stato proprio un anno di merda, dai

È stato come sentirsi in prigione pur essendo liberi e viceversa

È stato evanescenza

È stato voluttà

È stato parossismo

È stato battibecchi metropolitani

È stato un attentato a Milano

È stato una casa, anzi due

È stato tanti letti, non solo miei

È stato che il giornale non lo compro più

È stato che me li leggo on line, chiamatemi qualunquista

Anche Il Giornale, giuro, anche i commenti del lettori

È stato che sono senza preconcetti, davvero, la mia è una mente libera, aperta, essenzialmente imparziale, forse fin esageratamente permeabile

È stato, voce del verbo essere

Indicativo, passato prossimo, terza persona singolare, singolare, di sicuro sì

È stato che ho letto cose disumane, da rivoltare le budella, cose che voi umani

È stato divergenze politiche

È stato disuguaglianze sociali

È stato i ricchi sempre più ricchi e i poveri…

È stato riscaldamento globale, scioglimento dei ghiacciai e meno otto gradi centigradi, una mattina di dicembre

È stato che, come sempre, qualcosa non torna mai

È stato molto gas di scarico ingerito, eco pass inutili, traffico e inquinamento

È stato intossicazione alimentare visiva uditiva mentale gastrica polmonare ecc.

È stato che chi ci va di mezzo son sempre i più piccoli e i nostri vecchi

È stato una vergogna e dicendolo non si sbaglia mai

È stato il solito qualunquismo da quattro soldi

È stato il partito dell’amore

Molto meglio, detto tra noi, quando ci stavano Moana e Cicciolina

Vuoi metterle con Bondi, Cicchitto e la Gelmini?

Almeno mettiamoci Bocchino, ecco

È stato il facile ricorso ai doppi sensi, peggio dei cinepanettoni natalizi

È stato che se non ci fosse da riderci sopra, ci sarebbe da piangere per un anno intero

È stato un anno di corpi e di anime e di sospiri e di tuoni e di arcobaleni

Un anno di code in tangenziale e di tergicristalli mal funzionanti

È stato un anno di Ikea e di aria condizionata

È stato un anno di buone intenzioni, primo passo verso l’inferno

È stato un anno di Oscar

È stato un anno di Nobel

È stato un anno di Obama

È stato un anno di cose misteriose, Nobel incluso

È stato un anno di Michelle, dite quel che volete ma a me non piace mica, troppo massiccia

È stato un anno di fregole e di manie

È stato un anno di farmacie e di punture

È stato un anno di cibo, a momenti un’ossessione

È stato che io mica l’avevo capito che cos’era stato

È stato che a me continuano, da più di vent’anni, a piacere gli U2, che ci posso fare

Mia figlia, invece, oltre alla tartaruga, ovviamente, va matta per Get Back e Here comes the sun dei Beatles, niente da dire, non pretendo mica io, sempre più allegri dei Fleurs di Battiato e di Norah Jones, dai

È stato che, per lei, mi ci son messo sotto anche in cucina, ecco, crepes, frittatine, pasta gratinata e budino alla crema, il prossimo passo, biscotti al cioccolato

È stato un terremoto in una terra che è anche mia

È stata una catarsi, come un’intuizione tarda, come una scoperta postuma, come due rette parallele che si incontrano

È stata, sono state, dure lezioni, siamo umani, siamo fragili, siamo mortali, siamo fatti a termine, con la data di scadenza nascosta sottopelle

È stato che delle volte ci scaviamo la fossa da soli

È stato che la natura, quando la sfidi alla faccia del buon senso, si ribella pure lei

È stato che, anche stando fermi e non facendo nulla di particolare, la campana, se c’ha da suonare, ti suona

Come diceva mio nonno, in sintesi, a questo mondo siamo tutti provvisori

È stato un anno, fondamentalmente, principalmente, oggettivamente, di perdite, di mancanze

È stato, è stata, una lenta dissolvenza

È stato American Psycho lasciato a metà, troppo verboso

È stato Dottor Jekyll e Mister Hyde, un capolavoro assoluto

È stato che le parole andrebbero misurate, non buttate lì a casaccio, ci si dovrebbe metter sopra le tasse, alle parole che si utilizzano, così uno ci pensa su, prima di spararle o scriverle in libertà

È stato che la mia conoscenza è rarefatta, come la visibilità in una sera di nebbia londinese

È stato che scoprire Stevenson a quarantadue anni, vuol dire esser deficienti

È stato che una volta mi sentivo quasi uno scrittore, quest’anno no senz’altro, magari l’anno prossimo, chi lo sa, quasi sicuramente tra due, sì

È stato mai porre limiti alla provvidenza

È stato che la vita ti prende, la vita ti da

È stato che bisogna capire se sto in credito o meno

È stato una fregatura (che hai dato o che hai ricevuto, come meglio credi)

È stato che sento parlare di riforme istituzionali dai tempi di Hammamet

È stato che non ci credo mica più

È stato che la politica mi piace assai, soprattutto, quando si urlano addosso senza pietà, uno spasso

È stato che quest’anno poi ho scoperto Radio 24 e che, nonostante non urlino (urlano molto di più su Antenna 3 con Poletti), mi piace assai molto

Sarà stato che alla tele io preferisco la radio, sarà, boh

È stato, intendo quest’anno, come infilarsi un grosso ago lungo una ventina di centimetri su per il culo, un’esperienza insomma

È stato fulminante, elettrizzante, sconvolgente, stimolante, urticante

È stato che, vediamola come vogliamo vederla ma, il duemilanove, purtroppo o per fortuna, non tornerà più

È stato un sacco di pregi e una sporta di difetti

È stato una metafora, una similitudine, una figura retorica ripetuta ad libitum (vedi l’ago nel culo, tanto per esser chiari)

È stato, mio malgrado, un anno di fraintendimenti

Qualche volta è stato selvaggio, animalesco, brutale

Altre volte è stato come fare l’indiano

E sentire Giusy Ferreri cantare Ma il cielo è sempre più blu, se volete saperlo è stato uno shock, ecco

Ma è stato uno shock passeggero e, come spesso accade, poi alla lunga, uno ci si abitua

Adesso, tanto per dire, quasi mi piace, ah

Che adesso, poi, adesso già non lo è più, ormai lo è stato, dico bene?

È stato un anno da prendere con filosofia, che per il resto, o retto, s’era già preso a sufficienza

È stato leggere un sacco di baggianate

È stato vendere e comprare, affittare e noleggiare

È stato montare e smontare, preferibilmente la prima che ho scritto

È stato ammettere e confessare, principalmente a se stessi

È stato un anniversario

È stato riscoprire certi valori, sotterrarne altri

È stato per dirla un po’ così, giusto perché alla tele la sento dire sempre, sta menata dei valori

È stato anche un po’ di Radio Popolare, molto più La7, precipuamente il grandissimo Antonello Piroso

È stato che il fumo nuoce gravemente alla salute ma i tumori ti vengono anche se tieni una condotta di vita sana e regolare

È stato che detesto il numero 47 (quarantasette), ma non mi dispiacerebbe se s’avverasse

È stato che sono pieno di manie, che tendono a peggiorare, e a volte tutto ciò mi spaventa

Come, per esempio, suddividere per sillabe le parole che vanno a capo in un libro e vedere quante lettere ci stanno nel capoverso di sopra e quante in quello di sotto

Per quello che ci metto una vita a finire un romanzo, anche di un centinaio di pagine o poco più

Oppure cominciare una scala sempre col piede sinistro e poi, ovviamente, contare i gradini

Per quello che sono lento e arrivo in ritardo

Quando sono dispari, poi, rischia che mi dica pure male

È stato un anno cervellotico, non solo mio, il cervello

È stato un anno di amore incondizionato

È stato un lungo abbraccio con mia madre

È stato un anno di rimorsi

È stato un anno di coscienza sporca, non ho ancora trovato la fontana in cui lavarla

È stato che, anche se non si direbbe a un primo sguardo, sono un narciso

È che c’ho una concezione dell’estetica tutta mia

È stato che a me piace un sacco la ministra Prestigiacomo (anche se mi dicono che si sia un po’ rifatta), che ci posso fare?

È stato il solito anno appannaggio dei soliti disfattisti

È stato il solito anno in cui ci siamo riempiti dei soliti buoni propositi

È stato il solito anno, insomma, statuette, intercettazioni, gossip e spintoni a parte, che cazzo, non è che il papa lo fanno cadere tutti i giorni, vero?

È stato che chi sta a destra ammicca alla sinistra, chi sta al centro ammicca un po’ qui e un po’ là e chi sta a sinistra, come da tradizione, non sa a chi cazzo ammiccare

È stato anche l’anno Di Pietro

Adesso aspettiamo che il gallo canti e che ce lo tolga dalle palle

Oh, ma anche Casini, Rutelli, Gasparri, Calderoli, ecc.

Che a Veltroni e Franceschini ci han già pensato loro

È stato un anno Democratico, basta crederlo

Che poi, giustamente si dice fratelli coltelli, giusto?

Sogno un anno ricco di politica senza politici, mah

Il fatto è che, fidarsi di questi politici, ci vuole un grandissimo atto di fede, più facile credere a Vanna Marchi

È stato che c’abbiamo uno stato un po’ così, definiamolo ballerino, via

È stato che a Napolitano, la più alta carica, non se lo caga nessuno

Sarà stato che forse un po’ ce lo meritiamo questo stato così?

È stato troppo chiacchiericcio

È stato (e continua a esserlo) troppe promesse al vento

È stato un grappolo di fragilità venute a galla

È stato tanta economia sommersa

È stato che quando sei dipendente pubblico l’unica cosa che ti può sommergere è quella roba lì

È stato che su Brunetta s’è già detto troppo e io non dico nulla, preferisco il baffone con la voce da basso, viva la mamma Maria

È stato come un disco rotto, incantato, stancamente e inutilmente ripetitivo

È stato come un lungo sonno

È stato come chiedere alla polvere

È stato come una magnifica ossessione

È stato come Nightmare 3

È stato come una citazione ininterrotta

È stato povertà, scatoloni al posto delle coperte

È stato un super enalotto milionario che non usciva mai

È stato pane e latte

Per molti è stato un euro a schedina

È stato fregarsi le mani

È stato un colpo di fortuna

È stato che la sfortuna è cieca pure lei

È stato che ci ho giocato anch’io ma mica ho vinto, eh

È stato che mi sembra già tutto così lontano

È stato che invece il cimitero è a cinquecento metri da casa mia

È stato che le distanze ce le costruiamo nella testa, altroché

È stato che ci stanno ancora troppi muri, mettiamoci d’impegno e buttiamoli giù, forza

È stato and I think to myself what a wonderful world

È stato un brivido, un ricordo, una fitta nella schiena, una serie di parole forse dette a sproposito

È stato che chiedo scusa anche quando non dovrei

È stato che manco di coraggio, anche quando sarebbe facile tirarlo fuori

È stato tanto cattocomunismo, ormai strabollito, sedimentatosi chissà in quale angolo

È stato l’avere sempre avuto, una mia dote innata, una visione distorta della realtà e della verità

La verità, una parentesi che spesso cade inopportuna in una frase senza punteggiatura

Questa la mettiamo nei Baci Perugina

È stato aver perso di vista

È stato guarda che fine ha fatto quello lì

È stato gelosia invidia compassione pazienza e altruismo, shakerato con ghiaccio, grazie

È stato amorevolmente incomprensibile, ma lo è stato

È stato facile, dai

È stato che una volta quello lo facevo anch’io, che ci vuole

È stato come una trottola

È stato cervicale e mal di testa

È stato un ginocchio che comincia a scricchiolare

È stato ciuccio solo per dormire

È stato tanto giocare

È stato gli Aristogatti e Biancaneve e il Libro della Giungla e la Pimpa e Bee Movie e

È stato vederli e rivederli per non so quante volte, perbacco, sempre belli

È stato che dalle storie per bambini ci sta sempre da imparare

È stato che non credo alle sovrastrutture anche se ci sto dentro fino al collo

È stato che vedo e sento in giro troppi spandi merda (quasi sempre mediocri e cretini), che quando ci penso gli azzannerei le caviglie

È stato che quando sei bambino sei davvero innocente

È stato che quando diventi adulto, anche se ti ci metti di impegno, non lo sei più

È stato che, nonostante tutto (non sapete quanto mi costi dirlo), è stato bellissimo esserci

È stato che (intanto mi tocco le palle) qualcosa mi dice che lo sarà ancora di più l’anno prossimo

Spandi merda, aspettatemi per favore, che regoliamo i conti, sto per arrivare

Buon duemiladieci a tutti (2010)

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6 Risposte to “è stato”

  1. My_name_is_Mud Says:

    il mento lo sto perdendo anche io (speriamo non sia una cosa di DNA che poi passiamo alle ns figlie)
    a volte perdo la memoria e penso “questa cosa poi la devo chiedere a papa’”
    poi recupero la memoria ma gliela chiedo lo stesso

    che si fa? si tira avanti, mi metto obiettivi facili e raggiungibili (cosi’ mi dico da solo che sono bravo),cerco di non pensarci e vado a correre ogni giorno

  2. paola Says:

    è stato…. che sei proprio bravo a comunicare.
    è bello che parli così di te e ti scopri, questo è coraggio..
    Comunque sia BUON ANNO!

  3. "don" Piieeerla Says:

    Quasi un novello Qoèlet: allora eccoti l’epilogo:

    Oltre a essere saggio, Qoèlet insegnò anche la scienza al popolo; ascoltò, indagò e compose un gran numero di massime.
    Qoèlet cercò di trovare pregevoli detti e scrisse con esattezza parole di verità. Le parole dei saggi sono come pungoli; come chiodi piantati, le raccolte di autori: esse sono date da un solo pastore. Quanto a ciò che è in più di questo, figlio mio, bada bene: i libri si moltiplicano senza fine ma il molto studio affatica il corpo.

    Ometto la vera conclusione, perchè così almeno la vai a vedere… ;-)

  4. rosanna Says:

    E’ stato…commovente leggerti , ti voglio bene.

  5. Rita Says:

    E’ stato…..farmi piangere al lavoro mentre leggevo.
    Ti voglio bene

  6. michele "cuggino a te" Says:

    ….è stato l’anno in cui ho dovuto portare in discarica parte dei miei 42 anni…
    ma siamo ancora tutti qua, un po’ incerottati e con tanta speranza nel cuore!

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