MARAMISSI con Emergency al Barrio’s Cafè

maggio 6, 2016
Locandina MARAMISSI

La MISSIBILLI CLUB BAND, il 15 maggio 2016, a partire dalle 18:30, si cimenterà in una Maratona Musicale… 100 brani senza interruzioni! Vi aspettiamo al Barrio’s Cafè (via Barona, ang. via Boffalora, Milano). Ingresso con offerta libera in favore di Emergency.

15 settembre, Presentazione di “Ricordati dei fiori”

settembre 14, 2015

Martedì 15 settembre, insieme a Eleonora Molisani, poliedrica giornalista e scrittrice (per l’occasione in veste di validissima presentatrice), e alla straordinaria attrice Rachele Bonifacio (per l’occasione in veste di straordinaria attrice), nella vivacissima e sempre più attiva libreria Il Mio Libro di Cristina Di Canio, in via Sannio 18, Milano, parleremo di “Ricordati dei fiori”, il mio libro, da poco uscito per Priamo Editore. Amici milanesi e non, vi aspettiamo! Soprattutto per il vino che ci sarà alla fine, si capisce!
Ricordati del 15 settembre

È arrivato il fratellino! Evviva!

giugno 18, 2015

gemelli diversi

La famiglia s’è allargata. Dopo Ma tu lo conosci Joyce?, Sironi Editore; è arrivato Ricordati dei Fiori, Priamo Editore.
Felicitazioni!

Ricordati dei fiori… si presenta!

giugno 14, 2015

Esce a giorni. È il mio secondo libro: Ricordati dei fiori (Priamo Editore). E sabato 20 giugno, alle 20:45, lo presenterò, insieme ad amiche, amici e parenti più o meno stretti, nella piccola, indipendente e vivacissima libreria Linea di Confine (via Ceriani 20, Milano). A dare la carica, ci sarà anche la MISSIBILLI CLUB BAND. Vi aspetto!

Ricordati dei fiori COPERTINA

Le mie scimmie

giugno 7, 2015

Voi che siete le mie scimmie
I miei incubi sudati
Corrotte subdole anime creative
Voi che irrompete nei miei sogni
Senza nemmeno chiedere o bussare
Perché a voi piace disturbare
Vi prego anche in ginocchio
Ma non ne volete proprio sapere
Il tempo è galantuomo, mi dico
E vi ostinate a non darmi pace
Voi, le mie scimmie languide e feroci
Mi gridate addosso senza voce
E intanto affondo tra le mie radici
Sabbie mobili, ferme come inutili pensieri
Aiutatemi!, vi imploro, Help me!, vi scongiuro
Ma il mio verbo è una lingua sconosciuta
E voi che siete le mie scimmie, mi graffiate con le unghie
E m’azzannate con quei denti
Stonati ma incisivi, appuntiti come lame
Scapigliato senza meta, vi chiedo umile perdono
Ma sulle mie spalle v’aggrappate e sfrontate ridacchiate
Giovani selvatiche screanzate
Dolci virgulti sempre in fiore sul davanzale della vita
Scimmie mie pelose, tanto belle da morire
Il tempo è un assassino, e l’ho scoperto solo ora
Ma sapete che vi dico
Ovunque vi troviate
Per fortuna che ci state
A dare un senso alle mie notti
A tormentarmi estatiche e sensuali
Silenziose rarefatte voluttà
E che non vi salti in mente
Di migrare in altri sogni
Le mie spalle sono larghe
Non liberatemi dal male
Vi voglio qui con me

Freddure virginiane

giugno 7, 2015

Siamo fermi al semaforo. Ci affianca un enorme Tir, così grosso che ci fa ombra. Ci voltiamo istintivamente entrambi. Lo guardiamo. Sulla fiancata ci stanno alcune scritte e poi si riconosce la nazione di provenienza.
Dico a Virginia: “Eh, sai da dove arriva quel grande camion? Arriva dall’Ungheria.”
Lei resta un poco in silenzio, con la coda dell’occhio vedo che continua a osservarlo. Scatta il verde, ripartiamo. A quel punto mi fa: “Papà! Hai proprio ragione! Proprio una lungheria quel camion!”

Nomi d’arte

giugno 7, 2015

“Ma papà! Qual è il vero nome di Scialpi?”
“Be’ Virginia, il vero nome di Scialpi è Scialpi. Per essere precisi… Scialpi è il cognome, il nome di battesimo mi sfugge. E comunque, Scialpi si fa chiamare così da sempre… diciamo che è un po’ il suo nome d’arte.”
“Papà!”
“Cosa.”
“Ma allora se io divento famosa mi devo cambiare il cognome!”
“E perché scusa?”
“Ma come perché! Braga non è carino per niente!”

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Matematica creativa

giugno 7, 2015

Papà! Papà! Sai che oggi ho imparato la tabellina del 2?
Bene, che brava.
La vuoi sentire?
Certo che sì.
Papà!
Che cosa.
Però te la dico senza numeri! Va bene?

La voce dell’innocenza

giugno 7, 2015

Siamo in auto. Stiamo ascoltando la radio. Un giovane rapper italiano sta cantando. Ignoro chi sia. Virginia, molto più aggiornata di me sull’argomento, mi fa:

Papà! E comunque basta!
Con che cosa?
Con questi rapper che hanno tutti nomi strani! Non potrebbero avere nomi più semplici?
Ah sì? E lui, questo qui della radio chi è, tu lo sai?
Eh! Mi sembra quello che si chiama Emis Killa!
Ah.
Ma forse no! Forse è Fedez!
Mh.
E però sai un’altra cosa papà?
Che cosa, dimmi Virginia.
Non è mica facile distinguerli!
E perché?
Perché si somigliano tutti!

Missibilli Club Band

gennaio 2, 2015

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La Missibilli Club Band in concerto: ET, Ferro, Giuse, Lapo e Leo (che c’è, ma non si vede). Buon 2015 a tutti. Vi aspettiamo alla pagina facebook del gruppo:

https://www.facebook.com/groups/172983942749128/?fref=ts

A proposito del Natale…

gennaio 2, 2015

Dolci cortesie interessate

Papà!
Dimmi Virginia.
Dobbiamo fare l’albero di Natale anche a casa tua!
D’accordo, certo.
E poi sotto l’albero ci dobbiamo mettere le caramelle! E il cioccolato! E anche tanti biscotti!
Ma perché tutte queste premure?
Eh! Magari Babbo Natale passa anche da casa tua e ti lascia qualche regalo!
Per me? Non credo…
Ma papà! Cosa dici! Non per te! Per me!

The last but not the least

Allora Virginia, l’hai scritta la letterina?
Sì papà! Scritta e spedita!
E cos’hai chiesto a Babbo Natale?
Ho chiesto cinque libri di Tea Stilton! Due di Geronimo! Il Diario segreto di Tea! Una Monster High! Il Lego Friends! Due dvd!
Bene, brava, quante belle cose…
Ma non ho finito papà! Poi gli ho chiesto anche un’altra cosa a Babbo Natale!
Ah sì? E sarebbe..?
Eh papà! Gli ho chiesto la Pace nel Mondo!

Consigli last minute

Papà! Mancano solo cinque giorni a Natale! Non vedo l’ora!
Eh già, ormai ci siamo quasi…
Papà! Volevo anche dirti una cosa!…
Dimmi amore
No perché se tu magari hai voglia di farmi anche tu un regalo di Natale no dico a parte
quelli che mi porterà Babbo Natale sì volevo dire eh sì eh certo che me lo puoi fare anche tu!

Papà! Hai capito?

Incontri ravvicinati di un certo tipo

Papà! Ma lo sai che ieri ho visto Babbo Natale?
E dove l’hai visto?
Alla Coop! Stava facendo la spesa!
Davvero?
Ma sì! Era lui! Era vestito come le altre persone ma era lui!
Ma Virginia, scusami… come fai a esserne così sicura?
Semplice! Stava comprando le carote!
E allora?
Ma papà! Cosa credi che mangiano le renne?

A giochi fatti

Papà! Ma lo sai che a Natale si possono fare anche regali diversi?
Ah sì? E cosa?
Per esempio degli abbracci! Oppure dei baci!
Ah, be’, sì, in effetti… quello che conta è il pensiero, il sentimento… ma a te Virginia, scusa, ti sarebbe piaciuto ricevere solo abbracci come regali?
Papà non scherzare! Lo dicevo così per dire!

Giovanili entusiasmi scolastici

maggio 1, 2014

Virginia, oggi è andata bene a scuola?
Papà! Andata bene? Oggi è stato proprio mitico!

Incontri ravvicinati

maggio 1, 2014

Stiamo giocando al solletico e, in un momento concitato, a Virginia parte un calcio.

“Papà! ti ho fatto male?”
“Be’, insomma… eh, mi hai centrato l’occhio…”
“Ah! Ti ho preso la pupilla gustativa?”

Genialità

maggio 1, 2014

Siamo impegnati in un gioco al computer. Riusciamo a superare il livello. Virginia si illumina.

Papà! Ma tu sei un genio assoluto!
Eh, grazie…
Papà!
Dimmi amore.
Escluso quando stai in cucina però!

Ecco, mi pareva a me.

Piccole cortesie filiali

maggio 1, 2014

Ho Virginia in braccio. A un certo punto le scappa una scoreggina. La guardo un po’ sorpreso. Non ho il tempo di dirle niente che lei mi fa.
“Papà! Cosa c’è! Sono stata anche gentile!”
“…?”
“Potevo fartela in faccia!”

Rivelazioni

maggio 1, 2014

Virginia mi sta fissando da qualche minuto. Silenziosa. Poi come illuminata, mi fa: Papà! Ma lo sai che mi ricordi qualcuno?

Con filosofia

maggio 1, 2014

Papà! Sai cosa mi dice tutte le mattine il mio compagno di fila a scuola?
No amore, dimmi, cosa ti dice di bello?
Mi dice che ho la faccia bianca come uno scheletro!
Ah però. E tu che gli dici?
Niente! Io mica me la prendo! Non è un’offesa! Gli scheletri vanno di moda!

Luci Ombre Parole

ottobre 31, 2013

Segnalo e consiglio il nuovo blog di Federico Buonanno: “Luci Ombre Parole (racconti di ombre che diventano luci)”. Nell’ultimo post, una lunga intervista e gran belle foto, al sottoscritto: qui.

Oblò su “Il consigliere letterario”

ottobre 25, 2013

Sul bel blog curato da Paolo Vitaliano Pizzato, Il Consigliere Letterario, un’appassionata recensione di Eleonora Molisani. Ringrazio entrambi e vi invito a leggerla.

“Intanto, per intitolare un libro Oblò, e il mondo guardo da…, nell’epoca di Gianni Togni, ci vuole del fegato. E il coraggio, a me, è sempre piaciuto. E non lo dico per dire (lo dico perché è una delle qualità che più apprezzo). Invece, per guardare il mondo da un oblò ribaltato, a testa in giù, ci vogliono fantasia e sensibilità…”, il seguito lo potete leggere qui.

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idee molto chiare, anzi chiarissime

ottobre 25, 2013

Papà! Sai cosa voglio fare da grande?
No che non lo so Virginia, dimmelo…
Da grande voglio fare la cantante ostetrica single!

Al parchetto

ottobre 25, 2013
Sono seduto su una panchina e osservo Virginia arrampicarsi sulla piramide di corde. Seduta vicino a me, una madre si raccomanda col proprio figlio, di sette, otto anni: “Allora hai capito bene cosa ti ho detto? Non devi allontanarti dall’area giochi perché altrimenti ti portano via gli zingari! Mi senti? Gli zingari ho detto! Che poi se ti portano via non venire a lamentarti con me poi, eh!”
Non ho nemmeno il tempo di rielaborare l’articolato concetto materno appena esposto, che sento piangere un bambino nei pressi dello scivolo. Avrà cinque, sei anni. Il papà quasi lo strattona e gli urla a non più di dieci centimetri dal naso: “Inutile che piangi adesso! Ah, quel bambino ti ha dato una testata? E tu adesso piangi? Ma piangere non serve a niente! La prossima volta reagisci pure tu! Hai capito? Così vedrai che la testata non te la tira più!”
Proprio vero. Mestiere durissimo quello dei figli.

al telefono

ottobre 25, 2013

Ciao Virginia, come stai?
Bene! Ma oggi non ho voglia di parlare con nessuno!
Ho capito… nemmeno con me, quindi?
Papà! Neanche con me stessa!

Oblò (e il mondo guardo da…)

ottobre 4, 2013

Un grazie a Lorenzo Mercatanti che ha letto e recensito sul sito ubininor il mio Oblò.

copertina_oblò

 

“Esce in formato e-book “Oblò (e il mondo guardo da…)” Meligrana Giuseppe Editore, euro 2,90, di Giuseppe Braga e per me è un buon motivo per leggere il mio primo e-book. Per l’autore è il secondo romanzo, dopo l’esordio del 2006 col divertentissimo “Ma tu lo conosci Joyce?” (Ed. Sironi). In questo racconto l’autore sposa un preciso punto di vista, che è quello di Matteo, un ragazzino dislessico di prima media, e gli riesce con efficacia, si vede che il nostro ha amato i ragazzacci di Fante e il Paddy Clarke di Roddy Doyle, e fa piacere ascoltare una voce narrante così, in un periodo in cui, in molti libri di narratori italiani, nome e cognome del protagonista è lo stesso che trovi sulla copertina del libro.”

Il seguito, lo potete leggere qui:

http://www.ubiminor.org/letture-visioni/61-oblo.html

Tutti a scuola!

settembre 12, 2013
Le mamme hanno gli occhi arrossati. I fazzolettini in mano. Le più sensibili non trattengono qualche lacrima. I papà invece non hanno tempo per questi sentimentalismi e riprendono tutto con le videocamere e con gli ipad. L’atmosfera è di festa, c’è molta parecchia eccitazione. Oggi è una giornata importante. Le maestre invitano i bambini a entrare. Da dietro, mentre salgono le scale, si vedono solo gli zaini colorati, più grandi di loro. Virginia oltrepassa il portone e sparisce nel corridoio affollato, confondendosi coi suoi nuovi compagni d’avventura. Il primo giorno di Prima Elementare. Un giorno da ricordare. Apri il quaderno, piccolina, hai tante pagine bianche da riempire. Buona fortuna a te e a tutti, davvero.

In vacanza con papà (la fame che abbiamo)

settembre 3, 2013
Siamo in spiaggia. È metà mattina.
“Papà! Papà! Ho fame!”
“Bene Virginia, mi son portato dietro un po’ di cose.”
Lei, un po’ sospettosa: “Che cosa?”
“Ecco, vediamo… ho le ciliegie.”
“Uffa, sempre le ciliegie!”
“Ma ho anche un’albicocca.”
“Uh che barba l’albicocca!”
“Ma guarda qui cosa c’è… eh, c’è anche una bella prugna.”
“Ma no! Papà! La prugna non la voglio!”
“Senti un po’ Virginia, cos’è che vorresti mangiare? Facciamo prima se me lo dici tu.”
“Facile! La pizza al bar!”

In vacanza con papà (arrivi e partenze)

settembre 3, 2013

Papà! Ma quando arriva la mamma?
La mamma arriverà tra otto giorni.
Mh. E quanti minuti sono?
Virginia, non saprei, sono tanti però. Ma perché lo vuoi sapere? Siamo appena arrivati.
Eh così li conto e il tempo passa prima!
Mah… sarà. Ma scusa, dimmi un po’, non sei contenta di stare insieme col papà?
Ma sì! Sì sì sono contenta! Però è molto meglio quando sto con la mamma!

Quando si dice parlar chiaro…

In vacanza con papà (domande e risposte)

settembre 3, 2013

Papà! Ma cosa mi farai da mangiare quando siamo al mare?
Eh, Virginia, non ci ho ancora pensato, ma vedrai che ti farò delle cose buone.
Non preoccuparti papà! Ho un’idea! Possiamo andare al ristorante!
Non ci penso proprio. Facciamo la spesa e ti cucino io…
Preferisco il ristorante!
Ma perché?
Ma papà! Non capisci? Tu non sai cucinare!

In Vacanza con papà (Chi ben incomincia)

settembre 3, 2013
Papà! Sai cosa mi ha detto la mamma prima di partire?
No che non lo so, dimmelo Virginia.
Che se mi succede qualcosa quando sono con te al mare ti ammazza!
Ah sì? Sì! Sì! Ha detto proprio davvero così!
Mezz’ora più tardi, mentre siamo al parco giochi e si sta arrampicando su un’alta costruzione fatta di tubi e reti colorati.
Papà! Papà! Anche se mi faccio un graffietto!
Che cosa, amore?
La mamma ti ammazza lo stesso!

Nella mia Cattedrale

settembre 3, 2013
Ricominciare da capo
Non è soltanto un esercizio di stile
È la dolce fatica della creazione
È la gratitudine verso ciò che hai perduto
È la nostalgia che lascia il campo a nuovi spazi
Territori da tracciare con il gesso
Controcorrente, elettricità alterne
Generiche volontà ingegneristiche
La poesia è nascosta dentro un mattone
Polvere di calce su cui strisciare
Controluce, felicità intermittenti
Costruire parole
Senza intercessioni
Indulgenze solo tra parentesi
Vite che si avvolgono
Perni da fissare
Punti fissi da svitare
Martelli e imbragature
Impalcature e puntualizzazioni
Ma la mia cattedrale non avrà punti
Non avrà a capo
Non avrà aggettivi superflui
Non avrà abbellimenti fini a sé stessi
Le decorazioni le lascio agli altri
I miei pinnacoli saranno swing
Improvvisazioni in equilibrio tra le righe
Le mie trabeazioni, semplici e pure nudità allo specchio
Trasparenti e fluide come acqua che scorre
Palindromi bagnati
Retoriche edificatorie
Beate similitudini
Vietato l’ingresso a chi ha già scoperto il trucco
La felicità è un inganno ottico
Una scala a chiocciola senza corrimano
Un labirinto di Escher
Una balconata senza parapetto
Prova a sporgerti se hai coraggio
Ma io ho trovato la soluzione
Chiudi gli occhi e lasciati guidare, le parole per nascere non hanno bisogno della luce
La scintilla scocca nell’oscurità
La mia cattedrale sarà la cattedrale degli outsider
Dei perdenti già prima di gareggiare
Di quelli che non riescono mai ad arrivare fino in fondo
Di coloro ai quali manca sempre quel qualcosa per
Venite da me, quel centesimo ve lo darò io
Di tutti quelli che si perdono per strada
Iconoclasti e scostanti e perdigiorno di tutto il mondo, unitevi
Vi rassicuro, i congiuntivi non saranno la mia religione
Il campo di battaglia sarà a metà strada
Qui, nella terra ancora sconosciuta e sconsacrata
Tra la testa e il cuore
Tra lo stomaco e i polmoni
Immersi nella luce violacea che filtra al mattino
Nella mia cattedrale
Non avremo più paura, finalmente
Sapremo guardare in faccia il nostro destino
Respiri fragili come allitterazioni ripetute
Scioglilingua, le parole d’ordine
Ironia e leggerezza, nel mio confessionale
Sarà un lungo scorrere
Un lento inesorabile progredire
Una processione dai colori accesi, al bando le lacrime
Battute fulminanti e imprevedibili poesie
Emozioni a sangue caldo
Carezze e baci e pugni in faccia
Rialzarsi sarà l’unica regola scritta
L’unico comandamento
Farsi trovare pronti per il nuovo combattimento
Per la nuova edificazione
Di parole nuove
Forza, altri mattoni carpentiere!
[giuseppe braga, settembre 2013]

ciao pà

agosto 27, 2013

Certe giornate hanno il potere, nostro malgrado, di riportarci indietro nel tempo. Sia nel bene che nel male. E così, oggi, davvero a me sembra parecchio strano che siano già passati quattro anni. Ma questo è… ciao pà.

a piedi nudi

luglio 18, 2013
mi sono iscritto a un corso di sciabola
ma ho fatto un fioretto
niente lame, solo trame
tesserò i volti delle città e i profili delle montagne
seguirò il corso dei fiumi
provando a sognare con gli occhi socchiusi
di solito si inciampa proprio quando si guarda dove si mettono i piedi
potessimo passeggiare sopra le righe
riuscissimo a scambiarci la pelle
saremmo giovani animali piumati dall’anima ribelle
liberi e sgravati da pesi inutili
ci lasceremmo dietro un sentiero fatto di petali
rossi di quel rosso che non sbiadisce nemmeno sotto il sole
ali per nuotare e branchie per volare
il cielo capovolto si specchia nel mare
coralli amaranto e nuvole cobalto
cocktail di pigmenti e tavolozze al potere
i colori son fatti per essere mischiati tra loro
le mani per tenersi stretti
i corpi per flettersi e irrigidirsi intrecciandosi negli spasmi dell’amore
è caldo e i profumi fuggono come il tempo
rincorriamoli, inseguendoli insieme a piedi nudi
[giuseppe braga 2013]

Andarsele a cercare

luglio 18, 2013

Ma ti rendi conto Virginia?
Che cosa papà!
Che a settembre comincerai ad andare a scuola!
Sì?
E certo che sì! Pensa, imparerai a leggere, a scrivere, a…
Che bello papà! Così posso scrivere sul mio diario!
Il diario? Bellissima idea. E che cosa ci scriverai nel diario?
Ma papà! Ci scrivo quello che faccio!
Giusto… e poi, e poi? Cos’altro ci scriverai poi?
E poi ci scrivo che sei brutto!

***

Stiamo camminando per le vie di Baggio. È sera, per strada incrociamo dei mucchi di spazzatura. Virginia non ci bada troppo, fin quando da uno di questi non spunta un paralume in finto stile art-nouveau, in ferro e vetro colorato. Si ferma. Lo indica e mi fa.
Papà! Ma che bello! Ma perché lo buttano via?
Ma… non saprei, forse si erano stancati, o forse s’era… rotto…
Ma è così bello! Io lo prenderei e lo porterei a casa!
E poi?
Poi lo aggiusterei! Come fanno quelli alla tele!
Ah, un po’ come fa il papà, insomma, quando recupera le caffettiere, le lattine, gli annaffiatoi e poi ci fa i collage e…
Papà! Ma quelli della tele sono artisti!
Embè? E allora io che cosa sono scusa?
Papà!
Dimmi.
Lascia stare dai!

***

Va bè, va bè ma poi dov’è che sarebbero tutti questi artisti che vedi?
Alla tele ti ho detto!
Su Real Tv?
Papà!
Dimmi.
Veramente per essere precisi…
Che cosa?
Si chiama Real Time!

Piccole scienziate crescono

luglio 18, 2013

Papà! Papà! Voglio staccarti la testa!
Oh… e perché mai?
Perché voglio leggerti i tuoi pensieri!
E c’è proprio bisogno di staccarla..?
Sì! Certo! Te la devo staccare! Per forza!
Capisco… ma Virginia, dopo che me li hai letti, i pensieri, tu della mia testa che cosa te ne fai?
Te la riattacco!
E come faresti, scusa?
Ma è facile dai! Che cosa ci vuole! Un po’ di scotch e via!

Chi si contenta gode

luglio 18, 2013

Papà! Hai tagliato i capelli finalmente!
Eh sì, hai visto, Virginia? E dimmi dimmi… come sto, come sto?
Stai bene papà! Però…
Però?
Però a parte i capelli sei sempre bruttissimo!

Arti e Mestieri

giugno 9, 2013

“Papà! Papà! A scuola la maestra mi ha chiesto che lavoro fai!”
“Mh. E tu cosa le hai detto?”
“Che lavori in ufficio! Ho detto giusto?”
“Be’, sì, insomma, in parte è vero… ma in realtà potevi anche dirle che il tuo papà oltre all’ufficio, fa un po’ l’architetto, un po’ lo scrittore, un po’ il cantante, un po’ il pittore, un po’…”
“Papà!”
“Che cosa.”
“Meglio dire soltanto ufficio dai!”

Tecniche respiratorie

giugno 9, 2013

“Papà! A me piace trattenere il respiro! Sai perché?”
“No che non lo so, dimmelo Virginia.”
“Perché così rimango sveglia la notte!”
“Ah sì? E come fai?”
“Eh butto giù il respiro e lo trattengo! Poi di notte lo faccio uscire fuori e così mi arriva l’energia di riserva!”
“E non dormi…”
“Esatto! Il sonno mi passa e così non dormo più!”

Le parole sono importanti

giugno 9, 2013

Papà! Papà! Sai oggi cosa ho mangiato?
Dimmi amore.
Le patate! Poi il pollo! E alla fine il risotto!
Ma bene… quindi hai cominciato dal fondo, hai invertito l’ordine dei fattori…
Cosa stai dicendo papà!
Volevo dire che il risotto, che sarebbero un primo piatto, tu l’hai mangiato per ultimo…
E allora?
Be’, pensavo… visto che il risotto, che era il primo, tu l’hai mangiato per ultimo… ecco… tu come lo chiameresti?
Papà! Ma che domande! Lo chiamo risotto!

Missibilli in concerto

maggio 22, 2013

MISSIBILLI in concerto, venerdì 24 maggio, al Bar New Diamante, in via Fornari 44, Milano, a partire dalle 19.00 in avanti.

giuse on stage

 

Nuove tecnologie

maggio 22, 2013

“D’accordo che te l’hanno appena regalato. Capisco benissimo che tu ci voglia giocare, eh, è una cosa nuova e con le cose nuove che piacciono, funziona sempre così. Non ci si stacca più. Lo so. Comprendo pure il fatto che tu, come tutti i bambini di oggi, sia molto più attratta da un certo tipo di giochi, rispetto a quelli a cui io…”
“Papà! Ma che cosa stai dicendo!”
“Sto dicendo che potresti lasciar stare il Nintendo per un pò e magari giocare con… con…”, ci penso su, mi guardo in giro in cerca d’ispirazione, poi, con molta enfasi: “… con la lavagnetta magnetica, col Lego, con…”.
Virginia sbuffa: “Ma papà! Ma basta! Tu sei per i giochi antichi!”
“…?”
“Papà! Tu sei vecchio!”

Talenti naturali

maggio 22, 2013

“Perché ognuno, Virginia, eccelle in qualche cosa, ha una specie di talento, magari nascosto, ma che prima o poi, nella vita, riesce a esprimere… hai capito cosa intendo dire, amore? Per esempio… la nonna Isa è bravissima a cucinare, lo zio Eraldo sa aggiustare tutto… lo zio Valerio fa dei quadri bellissimi…”
Virginia mi guarda, ci pensa sopra un po’, ma nemmeno poi tanto, e poi mi fa.
“Ma certo che ho capito! Tipo come te papà! Che non sei capace di fare niente!”

Ecco, non intendevo esattamente dir questo…

E la vita l’è beelaaa…

maggio 22, 2013

Sto dondolando Virginia sull’altalena. Lei comincia a ridere e intona una specie di cantilena.
“Ma com’è bellaaa la vitaaaa… ma come è bellissimaaa la vitaaaa… aaahhh…!”
Io continuando a spingerla, quasi sottovoce: “Eh Virginia, sì, è proprio vero… imparerai che la vita, anche se a volte ci son cose che non vengono come vorremmo, è meravigliosa e…”
Lei, come non m’avesse sentito.
“E com’è bella la vitaaa… a parte te papà!”

game over

Nuove occupazioni

maggio 22, 2013
Al telefono.

Ciao Virginia, come stai amore?
Papà! Non sono Virginia! Sono l’avvocato!
Avvocato..?
Sì! E ti licenzio!
Ah, ho capito. E perché, cos’ho fatto?
Perché tu quando lavori dai fastidio ai tuoi amici!
Mh. E adesso come faccio senza lavorare…?
Non ti preoccupare! Te ne trovo un altro!
Ah, grazie, meno male. E quale lavoro mi faresti fare?
Papà! Raccogliere la spazzatura!
Ah. Mi fai guidare i camion?
Papà! Ma cosa hai capito! Tu la spazzatura la devi raccogliere tutta con le mani!

Geni di famiglia

aprile 16, 2013

Stiamo giocando col Lego. Virginia mi chiede di aiutarla, non riesce a assemblare alcuni mattoncini. Mi ci applico con impegno e termino la costruzione.
“Papà! Ma sei un genio!”
“Eh”, le dico io, “non esagerare dai…”
Ci ripensa un po’ su, poi mi fa:
“Papà! Guarda che lo dicevo così tanto per dire eh!”

sei tu sei

aprile 12, 2013

a Virginia.

sei come sei freschi petali di un fiore che sboccia

sei come sei alberi dal robusto tronco e dalle fronde verdissime

sei l’aurora di un giorno la cui luce non scende mai

sei come un balletto fatto a piedi scalzi sull’arcobaleno

sei come sei piccole pietre preziose baciate dal sole

sei la luna, diafana misteriosa e splendente

sei come sei guizzanti lucertoline amaranto

sei come sei finestre spalancate, aperte sulla vita

sei come sei giorni di pioggia trascorsi in attesa della schiarita

sei come sei salti e sei corse a perdifiato incontro al vento

sei come la forza che hai dentro di te

sei girotondi e sei saltimbanchi e sei capriole e sei filastrocche e sei torte con tanta panna

tu sei e i tuoi occhi blu parlano da soli

tu sei quei due miracolosi mondi luminosi

sei e lancio petali di rose sulla tua strada, in onore alla tua bellezza e fantasia

sei come quando mi vieni incontro saltellando felice

sei come sei specchi magici che riflettono le ombre e le luci della vita

sei e non aver fretta di sapere tutto

sei ma lo sai che son più belle le domande delle risposte?

sei e quel che devi sapere è che fretta non c’è

il tempo è con te

Arti e mestieri

aprile 9, 2013
“Allora da grandi bisogna lavorare!”
“Sì Virginia… l’importante però sarebbe trovare un lavoro che piace, un lavoro che non sia troppo noioso…”
“Un lavoro divertente?”
“Bè, sarebbe il massimo…”
“Ma allora è facile! L’ho trovato!”
“Ah sì? E quale?”
“Il pagliaccio!”

Silenzio, si legge!

aprile 9, 2013
Virginia prende il libro di SpongeBob e comincia a sfogliarlo. A ogni pagina esclama.
“Capitolo uno! Capitolo due! Capitolo tre!”
“Virginia, ti piace?”
Lei continua, come se non mi stesse ascoltando.
“Capitolo quattro! Capitolo cinque! Capitolo sei!”
Ci riprovo: “Bello il libro?”
Ma lei prosegue così, fino all’ultima pagina. Poi richiude il libretto, mi guarda e mi fa.
“Finito papà! Capito… niente!”

Una volta qui era tutta primavera

marzo 8, 2013

Rallenti, la salita è faticosa.

Non sei uno di quei mille che ce la faranno.

Non riesci a guardare lontano.

La tua miopia è accecante.

Sei sempre in riserva.

Le energie son volate via.

Affamato senza appetito.

Volenteroso senza alcun talento.

Ti arrampichi.

Graffi le pareti.

Urli a denti stretti.

Esce un sibilo.

Una lama di voce.

Corri intorno a un’idea così vecchia che te la sei dimenticata.

Sogni i sogni degli altri.

Ti svegli e senti il freddo che ti taglia la pelle.

Voci dalla strada.

Stonature che suonano come verdetti.

Una volta qui era tutta primavera.

viva le donne

marzo 8, 2013

 

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CineEroine (giuse braga 2012/2013)

Breaking the Waves

febbraio 28, 2013

In equilibrio sul cuscino. Tra le Onde del Destino.
(CineLattina ‘Breaking the Waves’, giuse braga 2013)

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Giochi di ruolo

febbraio 12, 2013

“Papà! Papà! Giochiamo che tu fai la mamma, la nonna, lo zio, il fratello, la sorellina, il papà, il nonno e la zia?”
“Va bene. Ma poi tu cosa fai, Virginia.”
“La bambina!”

Vi conosco mascherine…

febbraio 11, 2013

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CineLattine CatWoman e Il cavaliere Oscuro, giuseppe braga 2013

 

Al semaforo

febbraio 6, 2013

Abbasso il finestrino e do qualche moneta al ragazzo indiano fermo all’incrocio. Virginia resta in silenzio e osserva. Dopo che siamo ripartiti, mi domanda con fare sospettoso.
“Ma papà! Perché non gli hai dato i soldi di carta?”
“Perché avevo solo monete, Virginia.”
Ancora silenziosa, sempre più sospettosa.
“Ma papà! Le monete che gli hai dato erano buone?”
“Certo che sì… ma scusa… perché me lo chiedi?”
“Perché tu sei un po’ tirchio papà!”

Barattola Pop

febbraio 4, 2013

 

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Barattola Pop, giuseppe braga 2012

Per sempre Amici (parte 2°)

febbraio 4, 2013

“E così scopriremo se Davide sarà costretto a lasciare la scuola per sempre…”
Virginia si volta allarmata e perplessa e mi fa: “Per sempre? Per tutta la vita?!”

Per sempre Amici (parte 1°)

febbraio 4, 2013

Maria De Filippi: “E ora Garrison deciderà chi, tra Leo e Pasquale, potrà proseguire e restare nella scuola.”
Zoomata sui due allievi.
Virginia: “Papà! Ma chi è Pasquale? Quello con la faccia depressa?”

SuperEroi in lattina

gennaio 15, 2013

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ComicsBarattole, giuseppe braga, 2013

sintetici pragmatismi infantili

gennaio 15, 2013

Papà! Da grande voglio fare la maestra!
Virginia, ma non volevi diventare una cantante?
È vero! Allora farò la maestra di canto!

CineLattine in the world…

gennaio 9, 2013

CineLattine American Beauty e Kill Bill (giuseppe braga 2012)

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